Chi è Valeria Militello, la professoressa che vuole guidare UniPa: dalla biofisica alla sfida per diventare la prima Rettrice
Prima la biologia. Poi la chimica fisica, la biofisica, la ricerca sulle proteine, gli anni trascorsi nelle aule e nei laboratori. Infine la governance universitaria, i bilanci, l’ERSU e il confronto con gli studenti.
Adesso Valeria Militello compie il passo più ambizioso: candidarsi alla guida dell’Università degli Studi di Palermo per il sessennio 2027-2033.
Sarebbe la prima donna a presentare una candidatura al Rettorato nella storia dell’Ateneo palermitano. Una novità che va oltre la questione di genere: la sua candidatura rompe anche uno schema che, negli ultimi decenni, ha visto soprattutto Medicina e Ingegneria esprimere il vertice dell’Università.
Ma chi è davvero Valeria Militello? E cosa raccontano della candidata gli oltre trent’anni trascorsi dentro UniPa?
Valeria Militello, da studentessa palermitana alla carriera accademica
Il suo percorso comincia a Palermo.
Diploma al liceo classico Umberto I, poi la scelta apparentemente lontana dalle lettere: Scienze Biologiche all’Università di Palermo.
Si laurea nel 1989 con una tesi sperimentale in biofisica dedicata all’emoglobina fetale. È già un indizio della strada che seguirà: muoversi nei territori di confine tra discipline diverse.
Nel 1994 consegue il dottorato in Scienze Chimiche, indirizzo Chimica-Fisica, studiando il rapporto tra struttura, dinamica e funzione delle metalloproteine.
Nel mezzo arriva anche un’esperienza internazionale alla University of Maryland di Baltimora, dove trascorre alcuni mesi nel Department of Biological Chemistry. Da quell’esperienza nascerà una collaborazione scientifica tra Italia e Stati Uniti.
La sua non è quindi la storia della docente cresciuta dentro un unico recinto disciplinare. Biologia, fisica, chimica e medicina si incrociano continuamente nel suo percorso.
La ricerca: proteine, biofisica e nuove applicazioni biomedicali
Militello entra stabilmente nella ricerca universitaria nel 1999 come ricercatrice in Biofisica. Nel 2006 diventa professoressa associata e dal dicembre 2021 è professoressa ordinaria nell’area della Fisica applicata alle scienze della vita, all’ambiente e ai beni culturali.
L’archivio della ricerca di UniPa associa al suo nome oltre cento prodotti scientifici.
Una parte importante della sua attività riguarda la struttura e l’aggregazione delle proteine, le fibrille amiloidi e le tecniche spettroscopiche. Negli anni più recenti la ricerca si è spinta anche verso applicazioni che sembrano appartenere alla medicina del futuro: ferritine ingegnerizzate, nanoparticelle magnetiche, bioimaging e sistemi potenzialmente utilizzabili per indirizzare nanovettori verso cellule tumorali.
Dietro la candidata Rettrice, insomma, rimane anzitutto una scienziata.
Valeria Militello, una professoressa che insegna in mondi diversi
La sua attività didattica racconta forse ancora meglio la natura trasversale del percorso.
Negli anni Militello ha insegnato o svolto attività didattica con studenti di Biotecnologie, Medicina, Odontoiatria, professioni sanitarie, Fisica e Ottica e Optometria.
Nell’anno accademico 2026/2027 il portale UniPa la indica, tra gli altri, negli insegnamenti di Biofisica e Biostrumentazioni, Elementi di Biofisica, Fisica applicata e nei tirocini di Ottica e Optometria.
È proprio quest’ultimo corso di laurea uno dei pezzi più riconoscibili della sua esperienza accademica.
Per diversi anni Militello ne ha assunto il coordinamento, occupandosi non soltanto delle lezioni ma anche dei problemi molto concreti della vita degli studenti: tirocini, convenzioni con aziende, riconoscimento degli esami, materie a scelta e rapporti con il mondo professionale.
Nei verbali del corso emerge una docente impegnata, ad esempio, nel trovare tutor aziendali per completare i tirocini e nell’aprire nuove esperienze formative, compresa la possibilità per gli studenti di svolgere attività presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo.
È forse questa la dimensione meno visibile della carriera accademica: dietro ogni corso di laurea esiste una macchina fatta di problemi quotidiani che qualcuno deve risolvere.
Dalla ricerca alla stanza dei bottoni di UniPa
Militello, però, non è soltanto una docente e ricercatrice.
Negli anni ha progressivamente conosciuto anche la macchina amministrativa e politica dell’Ateneo.
È stata componente del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, ha lavorato sulla Commissione Bilancio e sui rapporti con l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico.
Oggi siede anche nel Consiglio di amministrazione dell’ERSU Palermo come rappresentante dei professori e dei ricercatori.
Ed è proprio l’esperienza nel diritto allo studio a dare alla sua candidatura un altro elemento interessante.
Mense, alloggi, caro affitti: il contatto con i problemi degli studenti
Dentro l’ERSU, Militello si è trovata ad affrontare questioni molto meno teoriche della biofisica.
Borse di studio, residenze, mense, studenti fuori sede e servizi universitari.
Nel 2024 ha partecipato agli incontri tra governance di Ateneo e rappresentanze studentesche in cui si è discusso anche di edilizia universitaria, didattica innovativa e ripresa del tavolo contro il caro affitti.
Nel 2025 ha partecipato al confronto con gli studenti sulla sostenibilità della ristorazione universitaria durante la Green Food Week.
E c’è anche un progetto dal carattere decisamente più umano: il docufilm “Fuorisede: Storie di vita e di studi”, promosso nell’ambito delle iniziative ERSU per raccontare la vita di chi lascia casa per frequentare l’università. Al casting si presentarono centinaia di studenti.
Piccoli indizi di un tema che nella corsa al Rettorato potrebbe diventare centrale: un’università non è fatta soltanto di indicatori scientifici e bilanci. È anche il luogo nel quale migliaia di ragazzi devono riuscire a vivere, mangiare, studiare e permettersi una stanza.
Cosa dicono gli studenti di Valeria Militello?
Esistono le schede ufficiali UniPa sull’opinione degli studenti per diversi suoi insegnamenti, da Biofisica e Biostrumentazioni a Fisica I e ai tirocini di Ottica e Optometria.
Nel curriculum depositato presso l’Ateneo la stessa Militello scrive che le valutazioni ricevute dagli studenti hanno riportato giudizi positivi. È una dichiarazione contenuta nel suo curriculum e va quindi letta come tale, non come una classifica indipendente.
Sarebbe interessante che proprio la campagna per il Rettorato aprisse un confronto ancora più diretto: non soltanto “cosa pensano i professori dei candidati?”, ma cosa chiedono gli studenti al prossimo Rettore o alla prossima Rettrice?
“Gentilezza autorevole”: la frase che racconta la candidatura
Nella lettera con cui ha annunciato la disponibilità a candidarsi, Militello insiste su parole poco abituali nelle campagne elettorali accademiche: collegialità, metodo, stile, ascolto, trasparenza.
E soprattutto una formula: “gentilezza autorevole”.
Non significa, almeno nelle intenzioni dichiarate, governare senza decidere. Al contrario: Militello parla di un’università capace di ascoltare, assumere decisioni e poi assumersi anche la responsabilità di quelle decisioni.
A BlogSicilia ha spiegato di voler aprire “una fase nuova”, con un governo più collegiale, aperto e leale e con persone che tornino a sentirsi protagoniste dell’Ateneo.
È probabilmente qui che si giocherà la parte più interessante della sua candidatura.
Perché amministrare un’università con decine di migliaia di studenti, migliaia di lavoratori, grandi patrimoni immobiliari, ricerca, sanità e centinaia di milioni di euro non richiede soltanto gentilezza.
Richiede capacità di scegliere.
Una donna allo Steri sarebbe una svolta storica
C’è infine un elemento impossibile da ignorare.
Se la ricostruzione sulla storia delle candidature venisse confermata, quella di Militello sarebbe già una novità. Una sua eventuale elezione rappresenterebbe invece qualcosa di ancora più grande: per la prima volta una donna alla guida dell’Università di Palermo.
Non basta essere donna per rappresentare automaticamente il cambiamento, naturalmente. E probabilmente sarà proprio Militello la prima a dover dimostrare che la questione va ben oltre il genere.
La vera partita sarà sui programmi: diritto allo studio, reclutamento, ricerca, precariato, servizi, internazionalizzazione, bilanci, Policlinico, infrastrutture e futuro dell’Ateneo dopo la stagione straordinaria del PNRR.
Ma intanto qualcosa è già cambiato.
Nella corsa allo Steri è entrata una candidatura che viene dalla biofisica, ha attraversato i laboratori, le aule, i bilanci e le mense universitarie e oggi prova a trasformare una lunga esperienza dentro UniPa in una proposta di governo.
Adesso toccherà alla comunità universitaria capire se, dietro la “gentilezza autorevole”, c’è il progetto capace di guidare l’Università di Palermo per i prossimi sei anni.
