L'articolo Covid, Roberto Lipari: “Sono tornato negativo e ho 3 cose da dirvi” – VIDEO proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Qualche giorno, Roberto Lipari, reduce dal successo alla conduzione di Striscia La Notizia, insieme all’amico e collega Sergio Friscia, aveva annunciato di essere positivo al Covid-19. “Non scenderò nei particolari, ma Si! sono Positivo! E no!…non sono asintomatico. Vi scrivo solo oggi, perché sto meglio e sono sicuro che il peggio è alle spalle. Eh Si!” (…) quello che voglio dirvi è: Godetevi ogni attimo di questi giorni tutti voi che potete! Questi sono i migliori auguri che posso farvi. Amici miei, sperando di tornare più forte di prima e senza #covid … a tutti auguro: Buon Natale con affetto e a debita distanza dal vostro positivo #robertolipari“
Il comico è finalmente guarito, e pubblica un video per annunciarlo al suo pubblico: “Ciao a tutti! Faccio questo video perché volevo comunicarvi che sono tornato negativo!”. Lipari continua, rivolgendosi direttamente ai suoi followers: “Cari amici dei social, sono qua per dirvi 3 cose”.
Lipari ringrazia chi gli è stato vicino in questi giorni difficili, lontano dai propri affetti. Sono stati molti i messaggi di solidarietà rivolti al giovane comico, condividendo le proprie esperienze: “Mi avete raccontato di vivere una situazione simile e ogni giorno, purtroppo, con i contagi va sempre peggio. Praticamente sembra che l’unico che ha passato il Natale con le famiglie è proprio il Covid“.
Lipari ringrazia anche coloro che hanno creduto che fosse tutta una farsa per esser pagato, o peggio ancora quelli “hanno ironizzato sulle ipotesi di una mia morte”.
Ed infine, ha ringraziato chi lo ha curato, lanciando un messaggio di speranza rivolto al mondo intero, augurandosi che tutti possano beneficiare degli stessi aiuti: “Mi piacerebbe che la fortuna che ho avuto io, l’avesse tutto il mondo: la fortuna di avere due dosi di vaccino e di essere curato bene“.
Per concludere, ha ironizzato sulla “hit” natalizia pro-vax cantata dai virologi: “Vi mando un grosso abbraccio e vi lascio un piccolo consiglio da uno che c’è passato: se non avete visto il video di Bassetti e dei virologi che cantano Jingle Bells, non vedete, meglio così vi siete salvati!”
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]]>“Nella mia vita ho girato molte facoltà. Ho fatto il test di medicina, insieme a tanti altri test d’ingresso. Il meccanismo dell’università italiana fa sì che tu spendi tanti soldi per tanti test finché non sai dove entri. Anche nelle facoltà a numero aperto, infatti qui mi viene il dubbio. Probabilmente perché a qualcuno serve che paghi il bollettino, il famoso mav”, racconta Lipari.
E prosegue: “Comunque, mentre aspettavo lo scorrimento di medicina ho frequentato tre facoltà, tutte a Palermo. Pensa quanto è durato, ho avuto il tempo di cambiare tre facoltà. Ho fatto una full immersion di università. Mi ricordo a ingegneria la docente di disegno che aveva lo stesso cognome di disegno 1, disegno 2, disegno 3, e poi c’era un corso speciale di disegno, tenuto da un docente con un cognome diverso perché era il genero”.
“Nel film ho portato tutto questo, insieme ad altre esperienze e racconti. Uno degli sceneggiatori, ad esempio, è stato assistente di un professore. Quel film è di pancia. Quando ce l’ho con qualcuno, invece di prendermela con lui, comicamente, lo racconto. Ecco, Tuttapposto nasce da un mal di pancia sul baronato universitario”. In un certo qual modo Lipari ha trasposto la sua storia nel film, che ha raccolto successo al grande pubblico, tanto da finire su Amazon Prime.
Inoltre l’ex studente Unipa racconta: “Io non ho mai chiesto il nulla osta a Medicina. Ho smesso al terzo anno e dico sempre che ho salvato molte più vite non facendola. Quando facevo tirocinio, nei reparti più tranquilli, passavo il tempo a fare battute con pazienti e parenti. Già lì capivo che c’era qualcosa che non andava”.

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]]>“La satira è importante, deve essere leggera – spiegano i due conduttori – ma deve anche far riflettere. Ad esempio non riusciremo mai a superare, con tutte le nostre forze, le vette di comicità che si raggiungono in Parlamento. Come è avvenuto in questi giorni con il ddl Zan, quando abbiamo assistito a vere e proprie scene di cabaret accompagnate da applausi e ovazioni”. Non si tratta di un debutto per Sergio Friscia, da 10 anni inviato del Tg satirico e già lo scorso anno alla guida di “Striscia la Notizia” insieme con un altro comico palermitano, Salvatore Ficarra, mentre dal 2019 Roberto Lipari è un inviato fisso del programma.
Una coppia del tutto inedita, dunque, che darà il cambio a quella composta da Alessandro Siani e Vanessa Incontrada. “Abbiamo lavorato insieme nel film Tuttoapposto – racconta Friscia -. Lì ci siamo amati. Ho visto crescere Roberto, quando ho fatto il mio primo spettacolo lui era ancora un bambino. Abbiamo due comicità diverse, ma nessuno dei due farà la spalla all’altro: ci passeremo la palla e ci divertiremo insieme”. Per Roberto Lipari, cabarettista entrato nella squadra di Zelig, la conduzione del tg satirico è una prima assoluta.
“Tutta l’ansia – dice – svanisce subito non appena ti trovi dietro quel tavolo. Ormai si è arrivati ad un punto tale che non si può dire più nulla su tanti temi, ma proprio la mancanza di censure è la forza che ha permesso una vita così lunga a un programma dissacrante come Striscia”. Prima di concludere l’intervista i due comici mandano un saluto alla storica inviata di Striscia la Notizia dalla Sicilia Stefania Petyx, anche lei palermitana. “A Stefania dovrebbero fare una statua – spiegano – perché lei anche ad agosto va a Mondello sotto il sole con l’impermeabile giallo”.


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]]>In conferenza stampa, il patron di Striscia, Antonio Ricci, ha annunciato tutti i prossimi conduttori della nuova edizione di Striscia. Si inizierà con la coppia formata da Alessandro Siani e Vanessa Incontrada. Dopo di loro, arrivano due inviati promossi a conduttori dal “sapore” tutto nostrano. Stiamo parlando del comico palermitano Roberto Lipari, reduce da un altro grande successo in seguito all’uscita del suo film “TuttAPPosto” su Amazon Prime video (ne abbiamo parlato QUI), e dello showman dalla risata contagiosa, Sergio Friscia, che aveva già condotto Striscia lo scorso anno, al posto di Valentino Picone.
Il duo palermitano dovrebbe condurre il tg satirico tra i mesi di Novembre e Dicembre. Dopo di loro, sarà il turno della storica coppia formata da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Poi, Francesca Manzini e Gerry Scotti, che chiuderà la stagione insieme a Michelle Hunziker.
A cambiare, non saranno soltanto i conduttori. Da quest’anno, infatti, ci saranno anche due nuove veline: Talisa Jade Ravagnani e Giulia Pelagatti. Pronti, invece, con i loro servizi gli inviati storici del tg satirico: Valerio Staffelli, Moreno Morello, Max Laudadio, Vittorio Brumotti, la palermitana Stefania Petyx, con il suo inseparabile bassotto, Luca Abete, Capitan Ventosa (Fabrizio Fontana), Antonio Casanova, Luca Galtieri e Jimmy Ghione. Confermate anche le rubriche più amate dal pubblico, tra cui: “Striscia lo striscione” e “Striscia il cartellone“, “Paesi, Paesaggi“, “Occhio al futuro“, “Speranza verde” e “I nuovi Mostri“. E già dalle prime puntate ci saranno due rubriche inedite dedicate al mondo dei social, un bestiario della rete tra influencer senza influenza e tipi strambi del web.
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]]>Roberto è un palermitano doc, ha lo sguardo un po’ sornione e un’aria quasi timida con cui scruta il mondo con occhi attenti e sguardo vigile. Sorride ogni tanto, ma soprattutto fa sorridere gli altri, con la sua comicità fresca, leggera ma allo stesso tempo impegnata. E soprattutto mai banale. I suoi fan della prima ora lo seguono dagli esordi della carriera, quando si esibiva nei locali ed era un ragazzo, con un sogno. Oggi il suo film, dopo essere stato promosso a pieni voti al cinema, approda nelle piattaforme streaming. Su Prime Video. E anche li fa incetta di consensi.
Gli chiediamo: TuttAPPosto su PrimeVideo, una delle più importanti piattaforme di streaming che ci sono oggi in Italia. Come hai accolto questo evento?
È come se il film fosse uscito nuovamente in sala viste le tantissime reazioni che ha avuto sui social, i tag, i commenti. Oramai il pubblico è variegato: c’è un pubblico che va al cinema, un pubblico che sta su Sky Cinema, un pubblico che sta sulle piattaforme streaming. E questo regala ai film tante vite. E ad ogni rinascita ti trasmette nuove emozioni. E’ stato bello ricevere tanti commenti positivi, sono stato praticamente sommerso dalle reazioni del pubblico. Il film parla di valutare con un’applicazione, dando quei 5 pallini, no?- ci dice Roberto- E quindi spesso, quando mi devono fare i complimenti, mi scrivono: “cinque pallini”. E quindi diciamo che sono contento perché ho ricevuto tantissimi pallini!
Però tanti, tantissimi, infiniti pallini li meritano da parte mia Ficarra e Picone. Loro mi hanno regalato il sogno di entrare a far parte del mondo del cinema…e spero anche di farmici restare! Ficarra e Picone hanno creduto in me e, insieme ad Attilio De Razza che ha prodotto il progetto e alla Medusa film che lo ha distribuito, mi hanno permesso di realizzare TuttAPPosto. Pensate che io ho iniziato a fare questo mestiere ispirato proprio dalla comicità di Ficarra e Picone e adesso…quasi non riesco a crederci quando penso che proprio loro mi hanno fatto un regalo così grande! Pioggia di pallini per loro!


Ma TuttAPPosto è anche un film profetico! È di questi giorni infatti la notizia, contemporanea proprio all’uscita del tuo film, di un docente, residente in Sicilia, che in 3 anni ha fatto quasi 800 giorni di assenze. Come commenti la “strana coincidenza”?
Roberto sorride, della realtà che supera l’immaginazione. Ci dice che quando hanno scritto questa parte del film hanno voluto un po’ enfatizzare la problematica dell’assenteismo. Si sono inventati la storia del Professore Paladino, che non mette piede all’Università da 2 anni perché va a giocare a tennis. Ma era un’esagerazione, pensata con gli sceneggiatori, prendendo spunto da quelle esperienze che abbiamo vissuto un po’ tutti all’Università: di avere la cattedra con il Professore per poi fare sempre lezione con l’assistente, oppure presentarsi a lezione e non trovare nessuno. “Di certo non potevamo immaginare che in realtà, proprio in questi giorni, mentre esce TuttAPPosto, probabilmente quasi a voler simboleggiare un omaggio della cronaca al film,- ci dice sorridendo– c’è un professore che non mette piede a scuola da tre anni. Io volevo fargli i complimenti perché in una gara dell’assenteismo sicuramente lui, nell’anno delle Olimpiadi, avrebbe vinto la medaglia d’oro. Magari siamo stati d’ispirazione, magari ha visto il nostro film e ha detto: “Vorrei diventare da grande come Paladino”.


Comunque, continua Lipari con la sua solita ironia pacata, a questo punto ho paura per il prossimo film che stiamo scrivendo. Perché se siamo ancora d’ispirazione che succede?! Potrei fare un film sulla fine della pandemia, magari il coronavirus si ispira al film e se ne va.
Speriamo…si potrebbe provare! Nel film tu hai parlato e spiegato bene anche il corretto uso del termine “minchiata”. Roberto Lipari di minchiate nella sua vita pensa di averne fatto?
Tantissime.
Ti va di raccontarcene una che ti viene in mente così di getto, una di quelle che si possono raccontare!
Allora, premesso che di minchiate ne ho fatte tante, e meno male! Perché se uno non fa le minchiate non capisce come non farle.
Fammi pensare… Ok, ce l’ho! In TuttoAPPosto ho fatto una minchiata davvero grossa. Ho scritto una scena, con gli sceneggiatori, in cui io mi arrampicavo su delle pedane di legno, un’impalcatura di 10 metri. Scriverla, è stato facile. La minchiata è che mi sono dimenticato che io soffro di vertigini! Quindi, quando dovevo girare questa scena mi hanno preso con una gru, mi hanno messo là sopra, e mentre salivo ho avuto un attacco di vertigini e stavo svenendo (mi hanno anche dovuto buttare dell’acqua addosso per evitare il mancamento!). Fortuna vuole che, uno degli sceneggiatori, Roberto Anelli, mi assomiglia molto, quindi poi l’abbiamo truccato e travestito come se fossi io e ha girato la scena al posto mio. Ecco, la grande minchiata è stata dimenticarsi che non sono Tom Cruise. Anzi, approfitto per dire ai registi di Mission Impossible, che sicuramente leggeranno questo articolo: non mi considerate, va bene? Niente. Io posso fare quello seduto al computer, però il resto niente.

Torniamo a parlare del metodo di valutazione con i pallini. Ormai sul web, soprattutto adesso, da quando il film è uscito su Prime Video, tutti parlano di pallini di valutazione. Ora tu non sei più studente ma lo sei stato. I tuoi insegnanti da quanti pallini erano? Ce n’è qualcuno che ricordi in particolare?
All’Università ho avuto pochi, forse due, bravi insegnanti. Il resto, tutti pessimi. Tutti spesso autoreferenziali. A loro non interessava che lo studente capisse, l’importante era fare una bella lezione, che è la morte dell’insegnamento. Molto di quello che c’è nel film, io l’ho vissuto. Perchè nella mia vita sono stato per qualche anno anche uno studente universitario. Ad esempio per raccontare nel film della famosa famiglia Mancuso, mi sono ispirato ad una famiglia di Prof dell’Università di Palermo. Io ho avuto un pessimo rapporto con l’Università, ma non è un problema dell’Università di Palermo. Credo faccia parte di tutto un sistema che non ha ben capito come ormai, nel 2021, a parte conoscere, il Professore dovrebbe sapere anche come si insegna, come trasmettere qualcosa di più di semplici nozioni. Dò però il massimo dei pallini ad un prof avuto quando frequentavo medicina. Ricordo che ci insegnò la rianimazione con massaggio cardiaco mettendo come sottofondo Stayin’ Alive dei Bee Gees, e noi ad ogni “AH, AH, AH” praticavamo le compressioni. Massaggio cardiaco sentendo i Bee Gees. Ha vinto, e a quello do 5 pallini.
Quindi, in quello che comunque tu hai raccontato c’è molto di vissuto personalmente.
Sì, assolutamente. Poi, Ignazio Rosato, un altro sceneggiatore, aveva fatto l’assistente e lui ci ha portato in quel mondo che poi abbiamo raccontato con Pietro nel film: l’asino che rincorre la carota. Roberto Anelli addirittura ha due lauree. Ognuno di noi ha portato le proprie esperienze. Queste che ti ho citato sono quelle personali che, involontariamente, non sapevo ma già allora stavo sceneggiando.
In TuttAPPosto il protagonista che interpreti ha un animo rivoluzionario. Questa voglia di ribellarsi un po’ al sistema, è stata apprezzata da molti giovani. Scorrendo le tue ri-condivisioni delle storie di chi ha visto il film mi è capitato di leggere anche di ragazzi che ti ringraziavano perché vedendo TuttAPPosto gli è un po’ tornata la voglia di cambiare le cose. Che effetto ti fa questo?
Il film parla di rivoluzione, di rivoluzioni. La rivoluzione che Roberto fa nei confronti dell’idea che i genitori avevano di lui, perché tutti cresciamo con l’idea che hanno di noi i nostri genitori, ma poi dobbiamo decidere noi qual è la nostra strada. Poi c’è la rivoluzione del sistema interno e poi c’è la rivoluzione del padre di Roberto che, ad una certa età, decide di cambiare la prospettiva. Forse le rivoluzioni non cambiano mai niente, però poi in realtà il film ci racconta che, non voglio spoilerare, le rivoluzioni possono anche accadere. Almeno mentre scrivevo il film la pensavo così. Però non so se la penserò così tra qualche anno. Perché ad un certo punto tutti diciamo la frase Tanto non cambia mai niente. Ma nel film c’è il me 28enne, e mi piace l’idea di aver fatto un film che mi ricorderà sempre com’ero a quell’età. Perché solo a quell’età credi ancora in certe cose. E quindi mi sono detto: o la racconto adesso o non la racconto più. Tra 10 anni magari un film del genere non lo avrei potuto fare perché alle rivoluzioni comincerò a smettere di crederci, quindi mi sono detto: voglio bloccare il tempo! Per un attimo, chi si immedesima nel protagonista, qualunque età abbia, si sente un po’ Roberto. È una fotografia di me, di cosa penso. Mi immagino io a 90 anni, quando sarò il classico anziano che borbotta che tutto fa schifo, che magari rivedo TuttAPPosto e mi viene voglia di scendere in piazza.
Quanto c’è in Roberto Lipari di questo animo rivoluzionario del protagonista del film? Ti senti un rivoluzionario?
Sì, diciamo che il mio personaggio è molto più bravo a fare la rivoluzione rispetto al Roberto Lipari reale. Mi piacerebbe avere il coraggio del Roberto di TuttAPPosto, spesso nella vita mi piacerebbe averlo. La rivoluzione che ho provato a fare io è più pacata. Io provo ad essere rivoluzionario nel mio mestiere, perché penso che se ognuno fa il suo lavoro ponendosi un obiettivo, una morale, poi aggiusti anche le cose storte che incontra nel suo cammino. Quindi mi sono detto: io nel mio lavoro voglio cercare di fare una comicità a modo mio. Fin dai miei esordi ho sempre messo tanto contenuto nei miei testi, nel mio modo di fare il comico. E quella nel mio campo non era la regola. Soprattutto per un ragazzo agli esordi. Perché io ho iniziato a 24 anni, quindi per alcuni non avevo neanche la maturità per parlare di certe cose. Ricordo che ai provini mi scartavano perché mi dicevano: Senza parrucca, senza tormentone, non hai dove andare, cosa deve dire la gente di te? Che sei quello che parla? Non ti riconosceranno mai. E poi alla fine, in realtà, nella vita mi riconoscono proprio perché sono quello che parla. Perché il fatto di dire qualcosa facendo sorridere, mi ha distinto. Ecco, nel mio micro mondo questa è stata la mia piccola rivoluzione. Forse sarò anche un poco egocentrico, diciamolo. Ma mi piace fare questa cosa.


Mi piacerebbe parlare insieme a te al nostro pubblico, fatto di giovani e i giovanissimi. Tu rappresenti un ragazzo che aveva un sogno, che l’ha inseguito e che ce l’ha fatta. Possiamo dire che ce l’hai fatta…
Mi sto toccando (il solito artista scaramantico ndr).
Oggi Roberto Lipari è un comico conosciuto e apprezzato da tutti. E la tua è una bella storia con un lieto fine aperto, che ancora è molto lungo. Cosa ti sentiresti di dire ad un ragazzo che ha un sogno? Perché poi non tutti ce la fanno.
Guarda io penso che in questo momento la mia ruota sta girando e io me la voglio godere tutta. Perché non so se domani la giostra si fermerà. Però per adesso sono al parco giochi e mi sto divertendo. Ma comunque, metti caso dovesse finire domani (e mi sto ritoccando!), sono felice di tutto quello che ho vissuto e di quello che sto vivendo. Perché volevo fare questo fin da bambino, ho pensato che non si potesse fare perché tutti mi dicevano che non si poteva fare, perché non c’è un percorso da fare: studi all’Università, ti laurei, diventi comico. Ogni carriera è appesa ad un filo. Poi ogni volta che hai successo devi capire come potrai successo di nuovo. Quindi è un’ansia perenne questa vita, nonostante sia un parco giochi. E’ un po’ come le montagne russe: hai l’ansia perenne di cadere giù, ma nel frattempo ti stai divertendo un sacco.
Nella mia vita ho fatto per 3 anni lo studente universitario e poi a un certo punto ho detto “O ci provo adesso, che ho 24 anni, o non ci provo più”. Già da 7 anni facevo il comico come hobby, ma non era un lavoro. Guadagnavo pochissimo e mi esibivo nei localini. Poi, ad un certo punto, ho abbandonato tutto e ho detto “Proviamo”. Due anni dopo ho vinto Eccezionale Veramente.
Io penso che uno il sogno lo deve proprio visualizzare. Se ci credi realmente, e pensi positivo, la positività attrae altra positività. Ora non fraintendermi che adesso con il covid se si parla di positivi bisogna sempre specificare… Ma, ironia a parte, l’unico consiglio che mi sento di dare a chiunque è, per prima cosa, avere il coraggio di voltare pagina, anche se la vostra vita sembra ormai decisa. Perché di vita ne abbiamo una. E non possiamo passarla a chiederci cosa avremmo fatto se. Quindi in sintesi, anche se banale, il concetto è semplice e diretto: provateci, sempre. E se le cose non vanno bene, non accontentiamoci. Poi, se nonostante ci abbiate provato comunque non va, trovate il modo per reagire, per far diventare anche quel monolocale terribile un posto bellissimo dove siete finiti nella vita. Non c’è un segreto per far questo. Io, ad esempio, semplicemente mi sono buttato così. Mi sono buttato dal burrone e poi ho costruito il paracadute.


Nell’avventura del tuo film, so che sei stato circondato da persone a cui tieni molto, sia dal punto di vista professionale che affettivo. Perché gli autori con cui hai scritto il film e con cui scrivi tutti i tuoi spettacoli sono persone importanti per te, dico bene?
Assolutamente. Allora io sono partito da solo, come tutti i comici. Quando ho vinto il primo Eccezionale Veramente ero solo. Quando ho fatto il primo Colorado ero solo. Poi, dal secondo anno di Eccezionale Veramente, ho cominciato a lavorare con Ignazio Rosato, poi con Roberto Anelli, che era un musicista comico, e poi con Paolo Pintacuda, che è il vero professore (per rimanere in tema!) della sceneggiatura del nostro gruppo! Abbiamo creato così la squadra degli sceneggiatori del film. Io nel frattempo avevo ricevuto offerte da altri autori, che facevano questo di mestiere. Ma avevo bisogno di sentire qualcosa, di trovare di più. E così è stato. Insieme siamo cresciuti, migliorandoci e contaminandoci a vicenda. Oggi ad esempio Ignazio, il primo autore con cui ho lavorato, fa l’autore con me a Striscia. Fa lo sceneggiatore e a gennaio inizieranno le riprese del suo nuovo film. Però quando abbiamo iniziato a collaborare faceva un alto mestiere. Roberto Anelli, che è il chitarrista nei miei spettacoli, in realtà aveva una sua band e adesso a breve lo vedremo tra i protagonisti di un programma comico. Paolo invece ha espresso le sue doti creative dedicandosi alla scrittura di un romanzo, che a breve sarà pubblicato. Quindi io non ho mai scelto i collaboratori perché erano un nome o avevano delle referenze, ma soltanto perché io vedevo in loro delle capacità che magari neanche loro vedevano, e viceversa. E poi, soprattutto, perché il valore umano è quella cosa che non si può comprare, e noi fin dall’inizio abbiamo avuto un grande valore umano. Penso che questa cosa sia quella che tiene ancora in piedi la squadra e che ci unisce, il valore umano. Io mi ritengo molto fortunato. E poi secondo me, a frequentare gente intelligente e con un alto valore umano, rischi pure tu di avere più intelligenza e valore umano. Quindi spero, per il principio osmotico, che ci stiamo aiutando tra di noi!
Adesso dacci qualche spoiler sul futuro, per il prossimo film! Il finale di questo non lo sveliamo…
Allora, sicuramente ricomincerò con Striscia. Ci sarà poi una bella novità che non posso dire, questo proprio non lo posso spoilerare, però ci sarà una novità invernale in TV, farò una cosa molto bella.
E poi stiamo scrivendo il prossimo film. In realtà lo stiamo scrivendo praticamente da un anno e mezzo, ma ha una gestazione molto lunga. Anche perché abbiamo scritto gran parte dei testi in videochiamata a causa del lockdown, ed è una delle cose più brutte. Perché il lato creativo in smartworking muore. La creatività è figlia di uno che si alza in una stanza e fa un gesto che ti fa venire in mente una cosa. E in videochiamata tutto questo non c’è. Quindi veramente un parto lungo. Però ora lo stiamo sceneggiando, mi auguro nel 2022 di poter girare e di poter uscire entro l’anno. Non vi spoilero la tematica ma è incredibile. Come tutto quello che sta avvenendo in questo periodo… Io ho iniziato a scriverlo a fine 2019, ma è come se le cose che stanno accadendo adesso aggiungessero un pezzetto in più a quello che volevo dire nel film. TuttAPPosto parla di gente che scende in piazza, in un modo positivo, invece gli ultimi tempi ci raccontano come scendere in piazza non è sempre positivo. Serviva quasi un’anamnesi di TuttAPPosto. Nel prossimo film diciamo che, in alcuni casi, si attaccherà il primo. Lì sembra quasi che tutto sia roseo e bello, però c’è un lato negativo in tutto. E ovviamente quando c’è qualcosa di negativo, la comicità ci sguazza, perché noi ridiamo della tragedia. Quindi vi avverto, farà molto ridere.
Allora appena esce ne riparleremo e lo commenteremo insieme! Io concludo con una domanda che sembra banale ma sulla quale ti puoi sbizzarrire con voli pindarici. Dimmi un tuo sogno, la cosa che più ti piacerebbe dal punto di vista professionale.
Io lo dico sempre, l’Oscar. Ho messo già da parte lo smoking, l’ho ordinato e ho detto “Appena sarà, le misure le facciamo”, poi ho scritto il discorso, e ogni giorno aggiungo le persone che dovrò ringraziare…e poi appena è possibile si vince l’Oscar!
Più che altro, il mio sogno è che per la seconda volta sentir dire alla Loren “Robertoooo!”… e arrivo io!
E noi a Roberto gli auguriamo di realizzare questo sogno. Perché ci piace pensare che le persone semplici, quelle che non hanno tanti fronzoli ma hanno grande valore umano, per dirla alla Lipari, sono destinate a realizzare i propri sogni.
In bocca al lupo Roberto!
L'articolo Esclusiva, intervista a Roberto Lipari: “Incredibile, i professori emulano il mio Film TuttAPPosto!” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Unipa. Contributo COVID studenti: “Striscia la Notizia” BLITZ all’ERSU proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Era stato promesso a tutti quei ragazzi che durante lo stop forzato non hanno potuto far rientro in Sicilia, e sono rimasti nelle proprie case fuori dalla regione. A loro che, non potendo più né lavorare (molti studenti fuorisede facevano i camerieri nei ristoranti) né contare sull’aiuto dei genitori, messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria del Coronavirus, hanno rischiato di non poter pagare l’affitto o fare la spesa.
Leggi anche: “Bonus Matrimonio”. Ti sposi? Fino a 3Mila euro per le Coppie
L’intervento di Striscia sul Contributo COVID
Ci pensa Striscia la Notizia, con il suo inviato Roberto Lipari, a porre l’attenzione sulla questione e a sposare la causa degli studenti in attesa del bonus. Proprio questa mattina, il noto comico palermitano Roberto Lipari, si è recato all’ERSU per conto di Striscia la Notizia per vederci più chiaro sulla questione.
L’Ersu dichiara: «Non abbiamo ricevuto le somme da erogare ai ragazzi». Agli studenti fuorisede, infatti, era stato promesso un contributo da 800 euro utile, ad esempio, per pagare due mesi di affitto. Sette i milioni di euro stanziati dalla Regione: la Sicilia era stata l’unica a pensare concretamente agli studenti fuorisede. O, almeno, così sembrava. Ma a distanza di quasi sei mesi, quei soldi nessuno li ha mai presi. Almeno fino ad oggi.
A erogare i contributi dovrebbe essere l’Ersu della Regione Siciliana. Ma l’Ersu di Palermo non ne sa nulla: «Nessuna novità, tutto fermo, bloccato. L’assessore dice che i soldi ci sono ma ad oggi non abbiamo ricevuto nulla. Stiamo ricevendo centinaia di telefonate in merito ma non sappiamo cosa dire».
Alla nostra redazione erano arrivate più volte segnalazioni e richieste di aiuto e abbiamo cercato di dare voce a questo malcontento anche noi. Anche il Governo regionale, per tramite dell’assessore regionale Roberto Lagalla aveva risposto
Tanti ragazzi, delusi e arrabbiati, sono ancora in attesa del bonus e si sentono traditi dal Governo Siciliano che aveva fatto sperare loro un minimo di sostentamento e sarebbero stati una boccata d’ossigeno, per loro e per le loro famiglie.
Insomma, i bonus Covid non hanno fortuna nel nostro paese. Prima quello Inps a favore degli autonomi (incassato anche dai politici con lauti stipendi), poi quello bici promesso a luglio e (forse) in arrivo a novembre. Ora, per non farci mancare nulla, anche il caos sul bonus a sostegno degli studenti fuorisede siciliani.
Ci auguriamo che anche l’intervento di Striscia la Notizia possa servire a smuovere le acque ma riteniamo inaccettabile che nel nostro paese per smuovere qualcosa deve scoppiare sempre il caso mediatico.
Che fine hanno fatto i soldi per i fuori sede? Lagalla risponde agli studenti
Che fine hanno fatto i soldi per i fuori sede? Rappresentanti scrivono a Musumeci
L'articolo Unipa. Contributo COVID studenti: “Striscia la Notizia” BLITZ all’ERSU proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo SORPRESA! Su Younipa il messaggio di Roberto Lipari agli studenti Unipa [VIDEO] proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Noi invece vi invitiamo ad andare a vedere il suo spettacolo “Non ce n’è comico”, scritto da Roberto Lipari, Roberto Anelli e Ignazio Rosato e prodotto e distribuito da Tramp Management.
Le ultime due tappe saranno il 20 settembre a Messina e il 26 settembre a Palermo. Uno spettacolo piacevole e divertente che vi farà sorridere e riflettere al tempo stesso.
Se volete saperne di più e acquistare i biglietti CLICCATE QUI!
Ma affrettatevi, lo spettacolo ha fatto sold out in tutte le date!
Grazie Roberto!
#andraturtobene? Noi lo speriamo!
La redazione Younipa.it
L'articolo SORPRESA! Su Younipa il messaggio di Roberto Lipari agli studenti Unipa [VIDEO] proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Roberto Lipari. NOTA VOCALE PER I VIRUS IN ITALIA proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Roberto Lipari. NOTA VOCALE PER I VIRUS IN ITALIA proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo “Tuttapposto” con Roberto Lipari, Younipa regala i biglietti per l’anteprima proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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È la storia di Roberto, studente universitario in un ateneo in cui i docenti vendono esami, assumono solo amici e parenti e sono dediti alla raccomandazione. Il padre di Roberto è anche il magnifico Rettore. Roberto, andando contro la sua famiglia, stufo di essere asservito al potere del baronato, con i suoi amici, decide di combattere questo modus operandi. Realizza, infatti, un’App per smartphone denominata “Tuttapposto” che valuta l’operato dei professori. Tutto ciò porterà a una serie di colpi di scena e a un’inversione di ruoli: gli studenti acquisiscono un potere inaspettato e i professori sono costretti a comportarsi onestamente pur di ottenere un buon voto.
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Lipari nel giugno 2016 ha vinto il primo talent per comici italiano “Eccezionale Veramente” con i giurati Diego Abatantuono, Selvaggia Lucarelli, Paolo Ruffini, Renato Pozzetto, Rocco Tanica e Pupi Avati. Dopo quell’esperienza passa da essere un ex studente di medicina Unipa che faceva l’autore comico per “campicchiare”, ad essere finalmente quello per cui scrivere i testi. Di seguito entra a far parte nel cast fisso di “Colorado” su Italia Uno per le successive due edizioni. Ha condotto con Francesco Facchinetti “Eccezionale Veramente 2017” e ha preso parte al film “Classe Z” della Colorado film. In questi 3 anni sul web ha raccolto milioni di visualizzazioni grazie ad una fitta attività di video-web satirici. Con Tuttapposto debutta al cinema come sceneggiatore e protagonista.
Younipa supporta il film e regala i biglietti per l’anteprima di Palermo, che si terrà giovedì 3 ottobre alle 10:30 al cinema Arlecchino (via Imperatore Federico, 12). I primi 65 studenti che scriveranno il loro nome e cognome nei commenti a questo post (uno per commento) verranno inseriti nella lista per l’ingresso gratuito.
Disclaimer: non è stata corrisposta alcuna somma per questo post.
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]]>Stavolta protagonisti sono i test universitari e la domanda: «Avete pensato mai alla Soluzione B?». Argomento quanto mai all’ordine del giorno, visto che partono proprio oggi le prove d’ingresso ai primi corsi, quelli di Ingegneria e Scienze Umane.
Cosa si arriverà a fare per superare il test universitario
Chi non ha mai fatto #TestUniversitari ? Avevate pensato mai alla #SoluzioneB ?
*BUONI TEST*
Produzione GodBustersPosted by Roberto Lipari Pagina Fan on Tuesday, September 1, 2015
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]]>In relazione all’immagine, Lipari si chiede:
«Mi vengono da pensare 3 cose: Chi è l’ingegnere? Qui posteggia solo chi deve attraversare le strisce? Vale anche qui la legge tanto se mi investono mi pagano l’assicurazione?».
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