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Con una nota l’Università degli Studi di Palermo ha ufficializzato l’uso del green pass per tutti i luoghi d’Ateneo. Una scelta ponderata e aspettata in base alle linee guida fornite dal governo. “In ossequio alle superiori disposizioni, a far data dal 6 agosto, l’accesso a determinati servizi e attività è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID – 19″.

E la nota continua: “Tale certificazione, in particolare, è prescritta ai fini dell’accesso agli spettacoli aperti al pubblico, all’ingresso ai musei ed altri istituti e luoghi di cultura, ivi comprese le biblioteche già autorizzate all’espletamento dei relativi servizi secondo il parere del Servizio di Prevenzione e Protezione, ai convegni, ai congressi, alle fiere ed ai concorsi pubblici”.

Non tutti gli atenei pubblici però hanno optato per la stessa scelta di Unipa. Infatti, secondo quanto riporta il quotidiano L’Arena, l’Università degli Studi di Verona ha deciso di usare il green pass solo per laboratori e aule informatiche. Mentre, ad esempio, non servirà la certificazione verde per le biblioteche come accadrà invece all’Università di Palermo dal 6 agosto.


Leggi anche: Unipa, Green Pass obbligatorio per accesso ai luoghi d’Ateneo


Ad ogni ateneo il suo green pass, Unipa usa la linea dura

In Lombardia invece chi vuole avere un posto letto, per richiesta dell’Università Statale di Milano, dovrà avere il green pass. Gli studenti avranno tempo fino al 31 dicembre per vaccinarsi. In questo caso la decisione è stata deliberata dal Cda dell’ateneo, che ha approvato nuovi criteri per l’assegnazione degli alloggi, fra i quali la vaccinazione.

Ogni rettore ha deciso la sua linea. Ogni ateneo ha optato su ciò che potesse essere utile al futuro recente della zona universitaria. Dovrebbe essere obbligatorio il green pass anche per i test d’ammissione. Ancora però non si è specificato se la scelta finale ricadrà sugli atenei o a livello nazionale.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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