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Al via da domani i saldi invernali che per effetto della situazione di emergenza provocata dalla pandemia, muoveranno 1 miliardo in meno dello scorso anno, in totale 4 miliardi di euro contro 5

Confcommercio: «Il Covid taglia la spesa di un miliardo»

Passati Natale e Capodanno, prende il via la stagione dei saldi invernali. Dal 2 gennaio iniziano ufficialmente gli sconti: si inizia in Basilicata, Valle d’Aosta e Molise ma in un’Italia ancora in totale zona rossa. E quindi la vera partenza sarà lunedì 4, che sarà un giorno arancione in mezzo ad altri 2 rossi, il 5 e il 6 gennaio. Dal 7 gennaio si inizia anche in Puglia, Sicilia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Lombardia poi, a seguire, anche in tutte le altre regioni.

Ecco di seguito il calendario Regione per Regione:

2 gennaio
Partono Valle d’Aosta, Molise e Basilicata

4 gennaio
Abruzzo e Calabria

5 gennaio
Sardegna e Campania

7 gennaio
Puglia, Sicilia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Lombardia

12 gennaio
Lazio

16 gennaio
Marche e Provincia autonoma di Bolzano (solo comuni non turistici)

29 gennaio
Liguria

30 gennaio
Emilia Romagna Toscana e Veneto

13 febbraio
Provincia autonoma di Bolzano (comuni turistici)

Saldi liberi ed eccezioni

La Provincia autonoma di Trento potrà decidere quando partire. In attesa della data ufficiale c’è ancora la Calabria

Le regole da seguire

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.

Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.

Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi

Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;

Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.


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