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Anche il mancato favore per una nomina a professore dell’Università di Palermo tra i moventi che avrebbero spinto Francesco Furchì a tentare di uccidere il 21 marzo dello scorso anno, a Torino, il consigliere comunale Alberto Musy. Lo ha affermato alla stampa due giorni fa il procuratore Giancarlo Caselli.

Il faccendiere e affarista 50enne Francesco Furchì – ha spiegato l’ex procuratore della Repubblica di Palermo – avrebbe voluto punire con la morte Musy, colpevole di non essere stato favorevole alla nomina di un suo amico a professore dell’Ateneo siciliano.

Il consigliere torinese, infatti, faceva parte di una commissione di un concorso pubblico.

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