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Lo storico direttore di Telejato è stato definitivamente assolto dall’accusa di estorsione nei confronti degli ex sindaci di Borgetto e Partinico. Per lui, solo la condanna per diffamazione.

L’accusa di estorsione

Era il 4 maggio del 2016 quando Piano Maniaci, il volto Antimafia della sua Telejato, finì nell’occhio del ciclone perché coinvolto in un blitz antimafia della Dda di Palermo. L’accusa era quella di estorsione ai danni degli ex sindaci di Borgetto e Partinico. Denaro che il Maniaci avrebbe chiesto per non mandare in onda i servizi della sua emittente contro gli amministratori.

Il processo

A distanza di cinque anni dall’inchiesta, per Maniaci è arrivata l’assoluzione piena dall’accusa di estorsione. Il PM aveva inizialmente chiesto la condanna a 11 anni e sei mesi di reclusione. Il giudice monocratico di Palermo, invece, lo ha condannato ad un anno e cinque mesi per diffamazione, con un risarcimento per le parti civili da quantificare in sede civile.


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Il commento a caldo di Pino Maniaci

Sono stato l’unico caso al mondo a commettere un’estorsione con regolare fattura”, ha commentato il Maniaci. Durante il processo, il giornalista ha esibito la documentazione contabile della cifra incassata per una sponsorizzazione. E tornando al suo classico linguaggio scurrile, aggiunge: “La Procura di Palermo ci fa una figura di m****.  Io in questi anni sono stato distrutto, volevano distruggere la mia televisione ma non ci sono riusciti. E continuerò a fare il giornalista“. A commentare la sentenza, anche l’avvocato difensore di Pino Maniaci, l’ex PM Antonio Ingroia: “È stata ristabilita la fiducia nella giustizia seriamente messa a rischio dopo una richiesta di condanna in qualche modo indecente

Maniaci e il “sistema Saguto”

Il direttore di Telejato è fermamente convinto che la sua condanna abbia a che fare con l’apertura del vaso di Pandora inerente allo scandalo dei beni confiscati alla mafia, ad opera di Silvana Saguto. L’ex Presidente delle misure di prevenzione, è stata condannata a 8 anni e sei mesi di reclusione. Le indagini sul giornalista erano state avviate proprio nel periodo in cui la sua emittente si stava occupando delle vicende giudiziarie legate all’ex giudice. “Leggendo le carte del processo di Caltanissetta è evidente che sono finito nell’occhio del ciclone a causa delle nostre inchieste sul sistema Saguto e i beni confiscati, che venivano spolpati senza che nessuno se ne accorgesse, doveva arrivare la televisione più piccola della Sicilia ad occuparsene, come se non ci fossero altri giornalisti, ma così è andata”, così dichiara Piano Maniaci.

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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