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Da oggi (3 giugno) chi mette piede nell’isola potrà scaricare la app “Sicilia Sicura” e inserire, in maniera facoltativa, i dati personali sul proprio stato di salute, sugli spostamenti ed eventuali casi di Covid-19 in famiglia. In caso di stato febbrile basterà’ una comunicazione e immediatamente i sanitari della Asp sul territorio interverranno.

‘Ma c’era bisogno di un’altra app che si sovrappone a Immuni? Quanto è costata? Chi l’ha realizzata? Spunta anche un amico di Renzi

Una proposta di venti pagine firmata da Placido Bramanti, direttore scientifico dell’Irccs-Neurolesi, e dal direttore generale, Vicenzo Barone, per presentare all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza il “TeleCovid Sicilia”. Il protocollo porta la data del 6 maggio scorso e Razza non s’è lasciata sfuggire l’opportunità di una iniziativa a costo quasi zero per la Regione.

Il progetto è immediatamente operativo in considerazione che presso l’Irccs è già presente una centrale operativa in possesso dei requisiti tecnologici e di risorse umane necessarie all’attuazione, già utilizzata per altre progettualità passate e in corso presso l’Istituto tra le quali per conto del Ministero della Salute la Teleneuroriabilitazione di cui il Bonino Pulejo è coordinatore nazionale…”.

Lo scrivono Bramanti e Barone nella convincente missiva indirizzata a Razza. L’assessore regionale nel giro di poche settimane ha dato il là all’ambizioso progetto “TeleCovid Sicilia”.

Operazione da 3,5 mln di euro

Il progetto “TeleCovid Sicilia” di fatto è finanziato dallo Stato, mentre la Regione Sicilia compartecipa ai costi con un robusto finanziamento. Nell’ambito dell’ambizioso progetto c’è anche lo sviluppo di un’applicazione che può scaricare volontariamente chiunque giunge in Sicilia. Si tratta in buona sostanza di una App sullo stile di Immuni in versione sicula. La App “Sicilia Sicura” è quindi una replica del modello voluto dal commissario per l’emergenza Covid, Mimmo Arcuri, che serve al tracciamento delle persone. C’è da chiedersi a cosa serva una nuova applicazione se già ne esiste una che copre l’intero territorio nazionale. Ma andiamo ai costi dettagliatamente elencati da Bramanti e Barone. Partiamo dal costo complessivo pari a quasi tre milioni e mezzo di euro, soldi di cui dispone l’Irccs-Neurolesi per via di un “poderoso” finanziamento statale di 91 mln di euro, deciso dall’ex ministro alla Salute del governo-Renzi, Beatrice Lorenzin. La Regione Sicilia ha messo a disposizione 801mila euro, come richiesto dall’Istituto di Ricerca, per l’acquisto di attrezzature informatiche. Dettaglio dei costi: il progetto prevede l’impiego di 50 unità di personale per un costo unitario di 39mila euro. Pertanto si tratta di 1,9 mln di euro, si tratta della voce più corposa. Quasi 1,5 mln di euro se ne andranno per l’acquisto di strumenti informatici e strumentazioni sanitarie (tablet, sim, software, servizi Cloud; pulsossimetri, kit vari).

Spunta la società dell’amico di Renzi

La “Dedalus Spa” è un gruppo industriale, leader internazionale nel software sanitario, con sede a Firenze. Azienda fondata e presieduta da Giorgio Moretti. Un nome che non dice nulla in Sicilia, ai più sconosciuto, ma che in Toscana è noto per avere finanziato le campagne elettorali di Matteo Renzi e per essere stato presidente della municipalizzata dei rifiuti di Firenze, e per avere guidato la “Q-Thermo”, società che intendeva realizzare un inceneritore a Firenze. La “Dedalus Spa” nell’ambito del progetto “TeleCovid Sicilia”, svilupperà un’applicazione battezzata “Sicilia Sicura” che potrà essere scaricata volontariamente da chi giunge nell’isola. I dati inseriti nell’App vengono registrati e trasmessi alla centrale operativa di telemedicina che controlla i parametri h24. La centrale si trova a Messina e utilizza il “parco tecnologico” fornito dalla “Dedalus Spa”, che si è aggiudicata molteplici gare d’appalto proprio all’Irccs-Neurolesi.

Il caso: la figlia di Dino Bramanti

Ieri pomeriggio attraverso le agenzie di stampa, ancor prima della presentazione ufficiale del governatore Nello MusumeciAlessia Bramanti, figlia del direttore scientifico dell’Irccs, ha affidato alle agenzie di stampa alcune dichiarazioni su come funzione l’App di cui è “Project manager” per conto della società di Moretti. Da sottolineare che Alessia Bramanti, ingegnere informatico, è entrata a fare parte della famiglia “Dedalus” a gennaio 2020 e vanta un curriculum formativo e professionale di tutto rispetto. Qualcuno avrà certamente da obiettare tenuto conto che potrebbe profilarsi un conflitto di interessi visto che il direttore scientifico dell’Irccs-Neurolesi è proprio il padre. Ma questi potrebbero essere semplici dettagli…

Appalti&Assunzioni

Tenuto conto che la Regione di fatto ha conferito ampia delega all’Irccs-Neurolesi di gestire il progetto “TeleCovid Sicilia”, le incombenze degli appalti per l’acquisto di attrezzature varia e assunzione di personale spettano in capo all’Istituto di Ricerca. Nella sezione “Amministrazione trasparente”, ancora non si trova nulla a proposito di “TeleCovid Sicilia”.

Fonte MessinaOggi

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2 Risposte

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    Berto

    Non entro nel merito dell’articolo ma vorrei solo puntualizzare che l’ordinanza del 06.06.20 impone ai non residenti in sicilia l’obbligatorietà dell’uso dell’app o della registrazione sul tiso siciliasicura.com e quindi non in maniera facoltativa come riportato nell’articolo.

    Grazie

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    Younipa

    Salve, L’articolo risale a prima dell’ordinanza. Poi abbiamo pubblicato l’ordinanza con le prescrizioni esatte

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