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“Il 20% dei contagiati presenta la variante inglese e la percentuale è destinata ad aumentare. Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai”. È l’allarme lanciato dal professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa‘.

Secondo Ricciardi, anche Crisanti chiede un lockdown duro subito “per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele”. “E neanche zone arancioni – continua Crisanti – va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti”.

Covid, Crisanti chiede un lockdown duro

“Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide – aggunge Crisanti – La Germania continua il lockdown, la Francia pure, l’Inghilterra anche, solo noi pensiamo asciare e a mangiar fuori. Tutti vogliamo una vita normale, ma non si realizza se non si controlla la pandemia”.

Sulle vaccinazioni Crisanti ha detto che “sarò distratto, ma ho scoperto solo ieri delle strutture con la primula: uno spreco di soldi pubblici, mentre bisogna organizzare scuole, cinema, teatri e palestre. Evidentemente le case farmaceutiche si sono trovate di fronte a una richiesta senza precedenti. In più, l’organizzazione va a rilento”.

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