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Parafrasando il celebre spot di Maxibon, con un giovanissimo Stefano Accorsi protagonista, “du mascherin is megl che one”. Una nuova ricerca condotta dai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti ha dichiarato che indossare due mascherine è meglio di indossarne una sola, per rallentare la diffusione del Covid-19. La scoperta potrebbe risultare banale, ma non lo è del tutto.

La scoperta sulla doppia mascherina

I ricercatori hanno condotto un esperimento in laboratorio, con due teste artificiali poste a distanza di 2 metri l’una dall’altra. Si è provato a misurare quante particelle della dimensione di un virus emesse da una fossero inalate dall’altra. Hanno rilevato che una mascherina, chirurgica o in tessuto o qualsiasi altro tipo certificato, blocca circa il 40% delle particelle che arrivano alla testa inalante. Con una mascherina di stoffa sopra una chirurgica, la percentuale bloccata sale all’80%. Quando entrambe le teste indossano due mascherine, si arriva al 95%. In pratica con due mascherine la possibilità di contrarre il virus si annulla quasi completamente.

“La prima sfida è far sì che quante più persone possibile indossino le mascherine. È il nostro obiettivo principale e speriamo che ormai sia ampiamente raggiunto. Per il bene di tutta l’umanità”, ha detto John Brooksm dei Cdc. È stato sottolineato che l’esperimento è stato condotto con un solo marchio di mascherina di stoffa e chirurgica, quindi ha limiti, ma è coerente con le precedenti ricerche. Quindi l’esperimento fatto con questa singola mascherina si potrebbe applicare con le stesse, approvate dalla comunità scientifica attualmente.

I Cds stanno anche aggiornando la guida all’uso di due mascherine. Se usata correttamente, una mascherina di stoffa indossata sopra una chirurgica può restringere gli spazi attorno ai bordi della chirurgica che possono far entrare le particelle del virus.


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Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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