Home

La storia di Giuseppina è una storia triste. E soprattutto non ha un lieto fine. A raccontarla è Carmelo, suo figlio 22enne, al blog “a tutta mamma“. Carmelo è stato uno dei primi contagiati dal covid in Sicilia. La sua mamma, Giuseppina Pinelli, aveva 53 anni ed è morta mentre attendeva di poter fare il vaccino. Ironia della sorte è stata chiamata per vaccinarsi nella data in cui è deceduta.

Morta di covid prima di ricevere il vaccino

Giuseppina era un’insegnate di Ribera, in provincia di Agrigento. Non poteva aver inoculato il vaccino AstraZeneca e quindi era rimasta in attesa in attesa che una dose del siero Pfizer fosse disponibile per lei. Ma il covid è arrivado prima del vaccino, purtroppo.


Leggi anche: Temporali in arrivo in Sicilia, domani allerta meteo gialla


Il virus aveva già investito la vita di Carmelo e della sua famiglia già da tempo. Carmelo aveva preso il Covid verosimilmente in aeroporto, in uno dei suoi viaggi a Pisa, dove al tempo era ricoverata la sorella, malata di leucemia, alla quale lui doveva donare delle cellule staminali. Carmelo era rimasto asintomatico e si era poi negativizzato senza riportare alcun tipo di problema. Per la sorella c’era anche stato un lieto fine perchè, dopo qualche mese, era stata dichiarata del tutto guarita.

La famiglia sembrava aver ritrovato la serenità, ma è stata solo una illussione.

La morte di Giuseppina

Giuseppina, la mamma di Carmelo, è morta qualche giorno fa di Covid all’ospedale di Sciacca. A nulla sono servite le cure e la terapia intensiva. Il venti marzo erano arrivati i primi sintomi del virus. Un po’ di febbre, qualche dolore. Il giorno dopo era già in sofferenza respiratoria. Dopo l’aggravarsi delle condizioni Giuseppina è stata trasferita in ospedale. Un paio di settimane appese al filo della speranza, ma non c’è stato nulla da fare.

Giuseppina era un’insegnante di scuola primaria. All’inizio della pandemia era stata esonerata in quanto soggetto fragile perchè soffriva di asma ed aveva avuto anche un problema cardiologico. Pochi mesi fa Giuseppina era voluta rientrare a scuola, nono stante il parere contrario dle medico. “È stata una sua scelta.- dice il figlio Carmelo- Viviamo di stipendio statale e rimanere a casa sarebbe significato vedere ovviamente ridotto il salario. Mamma inoltre era fiduciosa nel vaccino. Pensava di poterlo ricevere in fretta ed anche per questo ha deciso di tornare a scuola. Ribera è stata dichiarata zona rossa nelle scorse settimane, per via dei tantissimi casi, oltre 230 per un comune di circa 17.000 abitanti. Con i casi in aumento in paese, non solo c’erano le scuole aperte ma mia madre stava anche alla mensa insieme ai bimbi. In mensa comprenderete che viene meno la protezione della mascherina. Lei e la sua tirocinante hanno beccato entrambe il Covid, che per mia mamma non ha lasciato scampo.”

Per un errore non risultava nelle categorie fragili…

Nonostante la patologia Giuseppina aveva un problema con la tessera sanitaria. Sebbene avesse un’invalidità riconosciuta probabilmente per un errore o un cavillo, nei suoi codici non figurava l’esenzione. “Non mi do pace,- dice Carmelo- ma voglio che quanto accaduto a mia mamma non succeda ad altri. Patologie pregresse o meno, sono migliaia gli insegnanti che si trovano nella medesima situazione. Vanno vaccinati tutti e presto”.

Anche il papà di Carmelo è in ospedale. A Pasqua lui si è ritrovato con entrambi i genitori in terapia intensiva, ma suo papà per fortuna adesso è fuori pericolo.

Adesso Carmelo si ritrova a casa con la sorella Giusy, che è guarita e sta bene. “Siamo però stati sconfitti come famiglia da un virus subdolo. Papà è ancora ricoverato ad Agrigento. Il mio messaggio é alla prudenza: non assembriamoci e rispettiamo le regole. Troppi positivi gironzolano e violano l’isolamento. Troppa irresponsabilità. Mi appello inoltre alle istruzioni: vacciniamo a tappeto, tuteliamo fortemente le categorie a rischio e quella degli insegnanti vi fa parte. Facciamo più controlli. Ci vuole tanta presenza istituzionale a tutti i livelli per sconfiggere questo male.”

Potrebbe interessarti:

Università, Messa: “Ad ottobre ritorno alla normalità, Erasmus in Italia per unire Nord e Sud”

Un comune italiano ha cominciato ad usare il simbolo “ə”: ecco perchè

Condividi

Post correlati

A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata