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Basta bla,bla bla, non abbiamo un pianeta B“, il motto di Greta entra anche nelle aule dell’Università italiane. Cresce il numero di studentesse e studenti che quest’anno si sono iscritti a facoltà con un occhio alle tematiche ambientali.

In ogni ambito: da quello più naturalistico e biologico, a quello architettonico, passando per l’ingegneria. Un esempio fra tutti è quello che sta succedendo all’Università di Milano Bicocca. + 32% di iscritti a Scienze e tecnologie per l’ambiente e nemmeno Unipa è da meno.


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Effetto Greta all’Università, aumentano gli iscritti ai corsi ambientalisti

Una visione green che diventa punto fermo per la generazione che va da 14-25 anni. Più della metà dei giovani italiani – il 54% – è molto preoccupata per i cambiamenti climatici. Un dato superiore alla media europea che non supera il 46%. E ancora: i giovani del nostro Paese considerano il degrado ambientale come il secondo problema più grave che il mondo deve affrontare dopo le malattie infettive.

Sette ragazzi europei su dieci sono comunque convinti che i governi non agiscano contro l’inquinamento e arrechino un danno all’economia. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Ipsos per “Climate Of Change”, la campagna di comunicazione europea guidata dall’organizzazione italiana WeWorld. E adesso la generazione Greta è pronta ad approdare all’Università.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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