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Vi siete mai chiesti quali siano le emozioni che prova uno studente con disturbi specifici dell’apprendimento durante il suo percorso scolastico o universitario? E come si sente una volta aver raggiunto il proprio traguardo? Non potete allora non conoscere la storia di Martina.

La storia di Martina

Martina Testini, 25 anni, laureata affetta da dislessia, si racconta in un’emozionante lettera rilasciata a Fanpage. La ragazza si lascia andare completamente, descrivendo quello che è stato il suo cammino, fatto di difficoltà ma anche di grande soddisfazioni, fino a quella più grande: la laurea. Martina, adesso, sogna di diventare un’educatrice e nulla potrà ostacolarla. “Mi dicevano che non sarei stata in grado di finire l’Università. Invece sono riuscita a realizzare il sogno di laurearmi, vincendo prima di tutto la battaglia con me stessa”.

“Felicemente dislessica, da ultima della classe a laureata”

Mi chiamo Martina, abito a Vignanello, in provincia di Viterbo e sono felicemente dislessica”. Inizia così la sua lettera. “Il nostro – scrive Martina riferendosi ai dislessici – è un mondo complesso che non tutti capiscono perché agli occhi degli altri appariamo sempre diversi. Sono sempre stata convinta che ognuno di noi ha degli ostacoli da superare, oltrepassarli alcune volte può sembrare difficile, almeno così è stato per me”.

Fin da piccola – prosegue – ho avuto un mostro dentro di me, come un buco nello stomaco, nato dalla mia dislessia e dalle diverse difficoltà di apprendimento che ho avuto fin dalla prima elementare. In tutti questi anni mi sono sempre sentita dire che ero una ragazza intelligente ma molto pigra e che non si applicava abbastanza. A scuola venivo sempre vista come l’ultima della classe, prendendo sempre una sufficienza scarsa, uscendo sempre con il minino della votazione, e venendo anche trascurata sia dai professori che dai compagni”.


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“Ho deciso di iscrivermi all’Università perché…”

Dentro di me – racconta la 25enne – provavo tanti stati d’animo negativi, non trovando nemmeno le parole per descrivere l’emozione giusta. Ho deciso di iscrivermi all’università nonostante mi sia sentita dire che sarebbe stata troppo difficile per me, ma la mia voglia di fare è sempre stata tanta, così ho iniziato un percorso triennale che si è rilevato bellissimo. Da quel momento il buco nello stomaco che avevo ha incominciato a riempirsi di sensazioni belle, di sacrifici ripagati e di soddisfazioni”.

“Dietro le difficoltà, c’è sempre stata un’emozione”

Ho incominciato analizzando me stessa e mettendo in atto tutte le mie potenzialità arrivando a questo giorno speciale – spiega, per poi proseguire – purtroppo non tutti gli studenti dislessici credono nei loro sogni, molti di loro si sentono demoralizzati o per un voto o per un professore o semplicemente perché provano delle emozioni che impediscono loro di affrontare l’anno serenamente. Io in prima persona so che sono state tante le difficoltà che ho avuto nell’arco dei miei anni scolastici, e dietro ogni mia difficoltà c’è sempre stata un’emozione”.

“Essere un Dsa non significa perdere a tavolino”

Mi è sempre stato detto che il liceo non era per me e che non sarei stata in grado di poter fare l’università, ma nonostante lacrime e momenti di sconforto, sono andata sempre avanti per la mia strada – sottolinea Martina – se c’è una cosa che ho capito nel mio percorso di studi è che essere un Dsa non significa perdere a tavolino, ma avere le stesse capacità degli altri e per vincere qualsiasi battaglia basta trovare la propria strategia. Grazie alla dislessia oggi ho vinto la battaglia più grande, ovvero quella con me stessa, arrivando a raggiungere il mio sogno più grande: diventare una futura educatrice”.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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