L’ha realizzato una startup italiana, Empatica. È in grado di rilevare la presenza del coronavirus anche quando non ci sono sintomi (sia per gli asintomatici, ovvero coloro che non li manifesteranno mai, che per i presintomatici, cioè coloro che li svilupperanno presto)

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla battaglia contro il coronavirus Sars Cov2 è che vincere è una questione di velocità. Da un lato c’è la corsa per trovare il vaccino e dall’altro ci sono tutte le misure che provano a rallentare la diffusione del contagio. Prendete la app Immuni, cosa fa in fondo? Ti avvisa subito del fatto che un tuo contatto delle due settimane precedenti ha appena scoperto di essere positivo, in modo che tu possa isolarti e fare a tua volta il tampone per rallentare il contagio, perché solo se il contagio rallenta il sistema sanitario gestisce la malattia con ottime possibilità di guarire i pazienti. Questa corsa si ferma davanti al problema degli asintomatici, cioè di coloro che hanno contratto il virus ma non manifestano alcun sintomo quindi non ci pensano proprio a fare un tampone e continuano la vita di prima contagiando tutti quelli con cui entrano in contatto. 

Il braccialetto che ti avvisa se hai il covid-19 anche se sei asintomatico
Sembrava un problema irrisolvibile e invece forse no. Una startup italiana, Empatica, ha realizzato una specie di braccialetto in grado di rilevare la presenza del covid19 anche quando non ci sono sintomi (sia per gli asintomatici, ovvero coloro che non li manifesteranno mai; che per i presintomatici, cioè coloro che li svilupperanno presto). In realtà si tratta di una ex startup italiana, fondata e ancora oggi guidata da Matteo Lai (37 anni) che è diventata una società americana qualche anno fa, spin-off del prestigiosissimo MIT di Boston con cui ha sviluppato un braccialetto, venduto in tutto il mondo alle strutture ospedaliere, che serve a monitorare l’epilessia e altre patologie simile. 

Empatica in questa partita gioca al fianco del BARDA (qui il comunicato stampa), che è la divisione del ministero della Salute statunitense che si occupa di ricerca e innovazione. La collaborazione è nata già nel febbraio 2019, quando è stato individuato un bio marcatore in grado di predire le infezioni respiratorie: attento, avrai un raffreddore, o una bronchite. Si può fare. Negli Stati Uniti ci lavorano da cinque anni almeno e ci lavora un’altra agenzia americana che si occupa di innovazione ma in chiave di sicurezza nazionale: la DARPA, che dipende dal Pentagono. L’obiettivo era dotare i cittadini di uno strumento per difendersi in caso di guerra batteriologica e sono partiti dal virus dell’influenza. Così Empatica è entrata nel radar del governo americano e i ricercatori di Matteo Lai, che in gran parte stanno ancora in Italia, hanno scoperto che c’è una forte correlazione fra la diffusione del virus influenzale anche in assenza di sintomi come la febbre e gli starnuti,  e alcuni parametri biologici. Da quella correlazione è stato costruito un algoritmo che ora è stato adattato al covid19. I test clinici su operatori sanitari esposti al contagio e su pazienti sono già iniziati. Già fra 30 giorni si saranno i primi risultati. Se funziona, è una svolta. (Fonte Repubblica.it)

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