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La carriera universitaria è il sogno di tantissimi giovani palermitani e non solo: però per poter avere una certezza bisogna partire con solide basi, importante è avere delle conoscenze linguistiche ottime e, per questo motivo la soluzione è un dialogo costante, sebbene digitale, con madrelingue inglese in modo da essere in esercizio e potersi sempre mettere alla prova!  L’Università di Palermo, lo sappiamo, è una vera e propria fucina di menti: moltissimi cervelli vanno all’estero ma altri restano in Italia.

Ricercatori: nuovi globetrotter

Il mondo della ricerca e della carriera accademica si veste di giovane: i ricercatori under 35 in Italia sono 33mila, un numero importante. Quasi tutti hanno voglia di fare esperienza e all’estero è meglio, proprio per questo motivo è di fondamentale importanza avere altissime competenze linguistiche, tenute in esercizio grazie alla conversazione inglese online. EF English live è una delle migliori soluzioni per poter esercitarsi con insegnanti madrelingua e avere delle vere  e proprie conversazioni. L’estero è per i nostri ricercatori una opportunità, basta vedere cosa succede dalle nostre parti. In ogni caso è molto interessante uno studio recentemente compiuto da  Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo che recentemente ha , presentato al Senato il rapporto “Giovani, ricerca e mobilità: lo studio di Elsevier. Fuga dei cervelli, circolo virtuoso di scambio internazionale o deficit strutturale del sistema italiano?”.

I nostri ricercatori all’estero riescono molto meglio pubblicano prima e fanno ricerca in modo molto migliore rispetto all’Italia. Molti però ritornano: anche questo è un dato rilevante.  Secondo l’analisi di Elsevier infatti è di notevole importanza anche la  mobilità, non solo verso l’estero, mobilità permanente, ma anche la mobilità transitoria, ovvero chi è uscito per qualche tempo ed è poi rientrato in Italia.

I nostri ricercatori all’estero: oltre la Lode

Andare all’estero è affrontare una nuova vita lontano da casa, dagli amici e dai colleghi, questo però, spesso, è avere più voglia di mettersi in gioco. Accade però che non sempre sia necessario spostarsi da casa per avere ottime soddisfazioni nel campo della ricerca.  Infatti è notizia di pochi giorni fa che loo studio dal titolo “Activation of indistinguishability-based quantum coherence for enhanced metrological applications with particle statistics imprint“, condotto da un gruppo di fisici teorici dell’Università degli Studi di Palermo, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (Pnas), rivista ufficiale della United States National Academy of Sciences. Si tratta di un team composto da Alessia Castellini e Giuseppe Compagno del Dipartimento di Fisica e Chimica e Rosario Lo Franco del Dipartimento di Ingegneria, in collaborazione con fisici sperimentali di ottica quantistica in altre università del mondo. E’ bene tenere sempre a mente che siamo il Paese del Premio Nobel Parisi, insomma, a studiare, scoprire e scrivere siamo bravi a livelli altissimi. Se poi pensiamo ai nostri ricercatori sicuramente non possiamo dimenticarci dell’astrofisico sardo  Ciriaco Goddi e, tornando dalle nostre parti è bene ricordare la storia di Francesco Tulone che aveva risolto un enigma non codificato da diciassette anni che ora torna in cattedra dopo aver fatto una interessante carriera accademica da queste parti con raffinazioni all’Università Lomonosov di Mosca e ad Austin, Texas.

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