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UN’IPOTESI SINGOLARE SU COME CONTRASTARE UNA EVENTUALE SECONDA ONDATA DI COVID-19

Il mondo aspetta il vaccino, quello giusto, vero, che smonta le insensate teorie dei no-vax e dei negazionisti del covid-19. Intanto i contagi e i morti aumentano. Eppure, c’è un’ipotesi su cui alcuni ricercatori stanno scommettendo: le mascherine, sì proprio quelle tutti noi indossiamo, potrebbero fungere da surrogato di un vaccino, in grado di favorire l’immunizzazione di moltissime persone senza fare danni.

Giovanni de Simone, ordinario di Medicina Interna alla Federico II di Napoli è uno scienziato che, rispetto ai tanti che presenziano via Skype in diretta tv, sfugge dalla ribalta e che è immune – ironia della sorte – a manie di protagonismo. E la ricerca su questa singolare ipotesi di cura è sua. Non un improvvisato dottor House di Facebook, quindi: ne parla su Repubblica Salute.

Secondo di Giovanni, facendo riferimento ad uno studio proveniente dagli States e pubblicato tre settimane fa sul New England Journal of Medicine, “le mascherine diminuiscono la probabilità che l’infezione produca sintomi filtrando le goccioline di covid-19 trasportate dall’aria riducendone la quantità che ognuno di noi potrebbe inalare”. Va bene, ma come si arriva alla protezione simile ad un vaccino? Secondo di Giovanni, mascherando naso e bocca si riduce la gravità della malattia tra le persone che vengono infettate, proprio a causa della ridotta quantità di virus inalata (la cosiddetta “carica virale”).

Quindi, secondo di Giovanni, meno carica virale meno rischi? Si ma solo per non avere sintomi gravi. Se questa teoria espressa da di Giovanni attraverso i recenti studi scientifici fosse confermata, il mascheramento esteso a tutta la popolazione, con qualsiasi tipo di maschera, “potrebbe contribuire ad aumentare la percentuale di infezioni che rimangono asintomatiche e perciò curare meglio le persone contagiate perché asintomatiche”.

Sono indicazioni scientifiche solide, quindi. Ma a livello di osservazioni sappiamo che utilizzare le mascherine favorisce la diffusione di un’infezione asintomatica, perché riduce comunque la carica virale che si diffonde all’esterno. In poche parole: “chi è portatore di una carica virale bassa può diffondere solo una carica virale bassa e se continua ad usare la mascherina, la carica si ridurrà ulteriormente”.

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A proposito dell'autore

Paolo La Scala

Paolo La Scala, classe 1988, palermitano un po' alla torinese e un po' alla romana. Laureato in storia contemporanea, ricercatore storico, polemista, libero scrittore.

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