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Grande impresa da parte di “Luna Rossa” che nella finale della Prada Cup, che questa notte ha visto andare in scena le regate n. 7 e 8 nelle acque neozelandesi davanti ad Auckland, ha vinto per 7 a 1 contro il team Britannico “Ineos”.

Un atto finale che, come dimostra il punteggio, non è mai stato in discussione. La squadra italiana, guidata anche dal timoniere palermitano Francesco Bruni, è ritornata nella finale di quella che è la competizione sportiva più antica ed affascinante del mondo: l’America’s Cup.

L’antefatto

La barca italiana è arrivata alla finale della Prada Cup dopo avere gareggiato e vinto contro il team americano di American Magic in una semifinale dominata e senza storia.

L’atto finale, contro un team esperto e preparato come quello britannico, si presentava arduo anche alla luce di alcune precedenti sconfitte subite ai primi di gennaio dalla stessa “Luna Rossa” nel round robin contro il team “Ineos”.

Invece, con entusiasmante sorpresa, la barca, che ha uno stretto legame con la Sicilia, ha dominato in lungo ed in largo le otto regate disputate e con il finale di 7-1 ha alzato nei cieli neozelandesi la Prada Cup ed ora si appresta a lanciare la sfida al “defender” neozelandese nell’ultimo atto: la Coppa America.

L’atto finale: la Coppa America.

A partire dal 6 marzo 2021, dopo ben 21 anni, sempre nelle acque della Nuova Zelanda davanti ad Auckland, una barca italiana tornerà a contendere la coppa America a chi la detiene.

Il team nezonalendese “Emirates Team New Zealand”, definito “defender” proprio perché detentore e difensore dunque della America’s cup, sarà il prossimo sfidante della barca italiana.

La Coppa America è la competizione sportiva più affascinante e longeva: infatti dal 1851 una serie di equipaggi si sfidando a colpi di regate per vincere l’ambito trofeo.

Nella prima edizione, in cui a sfidarsi fu un veliero regale inglese di Sua Maestà contro una barca americana, con sorprendete vittoria di quest’ultima – da qui quindi il nome della competizione -, leggenda vuole che venne coniato il famoso detto: “there is no second“; infatti un messo, dopo avere informato la regina della vittoria degli americani, si era visto chiedere dalla stessa chi fosse arrivato secondo ed aveva prontamente risposto la summenzionata celebre frase alla stessa monarca.

Il legame con la Sicilia

“Luna Rossa” ha uno strettissimo legame con la Sicilia. Non solo per le origini del timoniere Francesco – da tutti soprannominato “Checco” – Bruni e di alcuni membri dell’equipaggio; ma anche perché la barca italiana ha stretto un sodalizio con il Circolo della Vela Sicilia che, insieme al “defender” neozelandese, ha scritto le regole per la sfida ai detentori della Coppa America in qualità di “Challenger of Record”, ossia primo sfidante.

“Checco” Bruni, cresciuto al Circolo Lauria ed oggi direttore sportivo del Circolo Velico di Sferaccavallo, vanta nel suo palmarés anche tre partecipazioni olimpiche.

Ad assisterlo in terra neozelandese Agostino Randazzo, presidente del suddetto Circolo della Vela Sicilia.

Poche settimane fa, inoltre, il Presidente della Regione Nello Musumeci e l’Assessore allo Sport Manlio Messina hanno voluto regalare la bandiera siciliana allo stesso Randazzo ricevuto a Palazzo d’Orleans.

Le reazioni

Numerosi gli attestati di stima e le manifestazioni di gioia per la vittoria ottenuta in terra oceanica.

Meritano una menzione le belle parole spese dal fratello di Francesco Bruni, Gabriele, che ha scritto: “Hai vinto anche questa! Sei il più forte, qui lo sapevamo già, adesso lo sanno in tutto il mondo! Grande Italia. Forza Palermo!. Luna Rossa non è mai stata così bella, domina sull’acqua, e applica una tattica di regata perfetta. Abbiamo vinto e siamo in finale con i neozelandesi. La mamma balla e canta!!!! Sarà una bella domenica in casa Bruni e in tutta Italia!!”.

Anche Agostino Radazzo non ha nascosto la sua felicità: “Per noi palermitani è una grandissima soddisfazione il fatto che Luna Rossa, la barca degli italiani, ha radici solide a Palermo”.

Adesso, quindi, in attesa che inizi l’affascinante sfida contro il fortissimo team neozelandese non rimane che godersi la vittoria osservando la bandiera siciliana garrire al vento nei cieli di Auckland.

E, come dice Francesco Bruni, Forza Palermo!!!


Tutta colpa di Ollando


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A proposito dell'autore

Nato a Palermo il 19.5.1992. Ha trascorso la propria infanzia nel capoluogo siciliano frequentando gli istituti di istruzione primaria. Ha continuato i suoi studi presso il Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo all’ombra della splendida Cattedrale. Diplomatosi nell’estate del 2010 ha deciso di completare il proprio percorso d’istruzione iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo. Si è laureato all’età di 27 anni, nell’ottobre del 2019, con votazione di 108/110 ed una tesi dal titolo “la tassazione dei proventi derivanti da attività illecite”. Subito dopo avere conseguito il titolo accademico ha iniziato la pratica forense presso uno studio associato di avvocati e nel gennaio del 2020 è stato scelto per effettuare un tirocinio presso il Tribunale di Palermo, sez. II penale, affidato ad un magistrato togato. Diverse le passioni che ha coltivato sin dall’infanzia tra le quali spicca il forte legame con lo sport: diverse e numerose le discipline sportive praticate sin dalla giovane età. Oggi, dopo avere brillantemente superato gli esami, è arbitro effettivo di calcio a 5 presso l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Altra grande passione è l’associazionismo che lo ha visto più volte impegnato con varie compagini sia a livello studentesco sia a livello territoriale e per le quali ha spesso ricoperto il ruolo di scrittore di articoli maturando una buona esperienza che gli ha permesso di coltivare l’inclinazione per il giornalismo.

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