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Marianna fa un appello. Perchè tra i ventenni di queta generazione ci sono esempi bellissimi di grandi cuori e grandi coscienze.

Marianna. Ecco chi è la 21enne palermitana

Marianna D’Antona è una ragazza palermitana di 21 anni. Si è laureata a Milano in Scienze politiche delle relazioni internazionali, e adesso sta continuando nel capoluogo lombardo i suoi studi magistrali. Marianna è una ragazza diversa dalle 21enni di cui siamo abituati a parlare. E’ giovane ma ha già una coscienza personale e politica molto forte e le idee chiare sul futuro. Insomma, una di quei giovani brillanti che sono andati a studiare al nord, per avere probabilmente maggiori opportunità nel mondo del lavoro, una volta finiti gli studi.

Dopo gli ultimi avvenimenti di questi giorni, legati all’uscita del nuovo dpcm, Marianna ha deciso di intervenire nel dibattito pubblico e ha scritto una lettera in cui parla del suo punto di vista e difende la categoria dei giovani, così tanto “abusata” di questi tempi. Marianna è appassionata di politica e milita nella compagine di Italia Viva. Affida il testo della sua lettera anche a Livesicilia, e noi ne vogliamo evidenziare gli stralci più significativi.

Così parla Marianna:

“Io sono stata la prima durante il lockdown a non tornare a casa. l’ho fatto perché era la scelta giusta da fare. E adesso vedo che i nostri sforzi si sono rivelati inutili. Ma è mai possibile che dopo 8 mesi, dopo che la situazione doveva essere gestita diversamente, noi siamo ancora così trascurati? Dimenticati e abbandonati? Senza girarci troppo intorno: noi ragazzi siamo penalizzati. Gravemente penalizzati.

Non vi è la possibilità di vivere l’università come sempre e paghiamo comunque le tasse universitarie e l’affitto per chi è fuori sede come me, senza nessuna mutazione, senza nessun aiuto.

Tutti i nostri progetti sono fortemente limitati e viviamo in un paese fatto di assistenzialismo, fatto di reddito di cittadinanza e di Bonus. C’è un grande pregiudizio nei confronti dei giovani. Ma se le condizioni sono queste e non si trovano delle soluzioni che possano garantire salute e presenza è necessario trovare delle rate universitarie che possano anche sostenere e agevolare chi deve vivere fuori e da solo. Molti ragazzi non hanno un lavoro e dipendono dalle famiglie, altri lo hanno perso per via del lockdown, una crisi che ricade sulla nostra pelle e continuerà a ricadere.

Un paese che non mette più in gioco i nuovi cervelli, anzi, li limita ancora di più tenendoli lontani da scuole e università. Il mondo sta cambiando molto più rapidamente di quanto immaginiamo, è giusto escogitare nuovi mezzi, stare al passo con la tecnologia, ma noi stiamo sfruttando questo, bensì alienando i ragazzi dalle mura scolastiche e universitarie. Non è questo il giusto verso. Non è questa la strada per il futuro. Noi siamo il futuro e sapete cosa ci spetta? cercare di ricucire tutti i debiti creati.

Abbiamo un’opportunità unica: Il MES. Che senso ha investire tempo e ulteriori soldi se abbiamo miliardi da investire in sanità? Che senso ha fare arrivare al limite il sistema sanitario e fare chiudere i ristoranti alle 18:00, quando si può incentivare il sistema sanitario con il meccanismo europeo? Il covid non è l’unica malattia che esiste. Non è logico tutto ciò o magari io personalmente non lo trovo logico.

Chissà quante persone stanno soffrendo nel vedersi fallire le proprie attività e chiudere la ristorazione nonostante abbiano tutte le misure e regole. Abbiamo investito miliardi per i banchi con le rotelle che non verranno utilizzati. Abbiamo investito miliardi in materiali utili a mantenere a distanza. Eppure siamo tornati qui, a casa.
È un anno che noi universitari non fiatiamo ma un anno che il nostro mondo si è fermato senza che nessuno ci aiutasse o si pronunciasse, anzi, è stato puntato il dito contro di noi, perché noi siamo la movida quindi il male della società.

La società ci premia forse quando sente la necessità o ha convenienza nel farlo. Faccio politica da 4 anni, e da 4 anni mi batto affinché i giovani vengano presi in considerazione, affinché i giovani prendano voce in capitolo nella società difficile che ci appartiene. Non è colpa dei giovani se ASL è affollata, non è colpa dei giovani se l’università è chiusa ed è telematica, confusa, complessa, ci fa sentire soli e lontani,

non è colpa dei giovani se il sistema economico è diventato un supporto dallo stato e non più un contributo sociale. Uno stato che mette da parte di giovani, mette da parte il futuro’. Un Paese che non si occupa dei giovani, non ha futuro”.

Quale futuro per i giovani di oggi?

Hanno un sapore molto amaro le parole di Marianna, il sapore della verità. Perchè, vada come vada, una cosa è certa: saranno i giovani a pagare il prezzo più alto della profonda crisi che stiamo vivendo e anche della profonda inadeguatezza di certa classe politica che è delegata a prendere le scelte più importanti per tutti noi.

Mi fa piacere leggere le parole di Martina, mi ricorda me alla sua età e tanti miei coetanei con cui insieme ci battevamo per far valere le nostre idee e i nostri diritti. Purtroppo, oggi come allora, non tutti i giovani hanno la maturità e la sensibilità di Marianna. Perchè tra i giovani ventenni ci sono anche quelli che, in preda ad attacchi di spavalderia, si assembravano nelle notti brave, o pestavano a botte i propri coetanei. I ventenni sono anche quelli che non se ne importano nulla di quello che gli accade intorno, che non hanno idea di cosa sia il sistema politico e che aspirano al reddito di cittadinanza, cioè al fancazzismo retribuito.

E’ vero, tutte queste categorie di giovani sono il frutto della società, e non è solo responsabilità loro se oggi siamo a questo punto. Anzi, la responsabilità è solo nostra, e delle generazioni che ci hanno preceduto.

A Marianna auguro di poter sempre far sentire la propria voce e di lottare per pretendere di avere un futuro degno dei propri sogni. Siamo tutti nella stessa barca è vero ma, andando alla deriva, c’è chi prende i remi in mano e inizia a remare e chi si lasciatrascinare dalla corrente. Possiamo ancora approdare in un porto sicuro se remiamo tutti insieme verso una stessa direzione.

E speriamo che i tanti giovani come Marianna possano unirsi, discutere su queste questioni, proporre soluzioni, fare proposte e magari…diventare classe dirigente del futuro. Una classe dirigente che speriamo possa essere più consapevole di quella attuale.



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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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