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Alle ore 10, a sala delle Lapidi, è convocata la seduta in presenza. Oggetto: Mozione di sfiducia al sindaco della città Leoluca Orlando. Sindaco e consiglio comunale si fronteggeranno in un’assise blindata.

Ci vorranno 24 Sì su 40 eletti. Le minoranze potranno contare su 19. Serviranno quindi 5 falchi della maggioranza. Difficilmente la mozione riuscirà a passare. Il voto è soprattutto un test un test sulla tenuta della maggioranza nei giorni più difficili di sempre con l’immondizia che è tornata a invadere le strade e il cimitero pieno davanti al quale la Lega ha organizzato ieri un sit-in. Orlando vuole contare i suoi. Nell’estate della giunta in pezzi con due assessori dimissionari e la guerra fredda tra Sinistra Comune e Sicilia futura- Italia viva – il sindaco lancia un ultimatum ai partiti che, almeno sulla carta lo appoggiano: stare dentro o stare fuori. Chi non voterà per mandarlo a casa c’è dentro fino al collo e deve mettersi al lavoro.  Servono cinque voti della maggioranza per arrivare a 24 e oggi peseranno anche le assenze. Per i partiti il pressing in vista del 2022 comincia  a farsi sentire e lo scenario è tutt’altro che chiaro. Ma quello che il sindaco vuole evitare è di uscire di scena nel peggiore dei modi. Oggi ogni consigliere avrà 15 minuti di tempo per parlare. Cominciano le opposizioni che hanno presentato la sfiducia al sindaco Orlando. Poi toccherà alla maggioranza. Il sindaco replicherà dopo tutti gli interventi, poco prima del voto. Poi, pare, convocherà una conferenza stampa. 

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