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“Amerai il prossimo tuo come te stesso”, da un pezzo del Vangelo l’invito di un parrocco per aiutare se stessi, ma soprattutto il prossimo. Per un gruppo di parrocchiani di Palermo immunizzarsi è stato un atto di fede, oltre che di bene alla comunità. A guidare l’opera, che immischia fede con scienza, è stato Don Gioacchino Ragona, parrocco nel quartiere rionale Boccadifalco.

Il parrocco va fiero di aver guidato i timorosi verso il vaccino: “I ragazzi mi chiedevano cosa potevano fare di concreto per mettere in pratica il comandamento di amare gli altri come se stessi. Io ho suggerito il vaccino. Mi è sembrato il modo migliore e più concreto di rispettare e rispettarsi, in tempo di pandemia”.


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Parrocco porta i neo cresimati timorosi a vaccinarsi: “Lo dice Gesù

I ragazzi guidati da padre Gioacchino erano timorosi, chi per alcune informazioni circolate sul web chi per paura degli aghi. Ma la fede sembra aver soppiantato questo scetticismo. Giuseppe Vallecchia, 30 anni e appena cresimato, è stato uno dei principali aiutanti del parrocco di Boccadifalco, malgrado la sua agofobia. Il 30enne ha fatto da apripista e trascinatore. E in poco tempo anche la maggior parte degli altri si è convinta.

Il gruppo di fedeli l’11 giugno ha fatto la cresima. E qualche giorno dopo, la sera del 14, si sono vaccinati tutti insieme al padiglione 20A della Fiera del Mediterraneo. “Se ce l’ho fatta io, che ho una terribile fobia degli aghi, può farcela chiunque – è l’appello di Vallecchia -. Dalle paure o si scappa o si affrontano“.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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