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Parte giovedì prossimo il concorso straordinario per insegnare alle media e al superiore. Ma in Sicilia si rischia di non assegnare tutte le cattedre messe a disposizione dal ministero. Un paradosso per una regione dove la disoccupazione è ormai alle stelle, che rischia il default economico e sociale se l’emergenza sanitaria non passerà presto. I candidati nell’isola sono infatti 3.658 ma per alcune classi di concorso ci sono più posti che aspiranti docenti. Rischio Covid per chi si sposta nelle altre regioni.

Concorso straordinario: le riserve


La selezione, riservata ai precari della secondaria con almeno tre anni di supplenze, ha creato all’interno della maggioranza di governo più di qualche attrito. Un concorso straordinario che durante il picco della seconda ondata di contagi manderà in giro per il Paese migliaia di aspiranti docenti che tenteranno la fortuna nelle regioni dove ci sono più possibilità di conquistare la cattedra.
Solo dalla Sicilia partiranno più di 2mila aspiranti alla volta delle regioni settentrionali. Una parte della maggioranza ha chiesto di rinviare per questa ragione la procedura che, anche nell’Isola rischia di fare flop. Soprattutto in alcune classi di concorso. Le classi di concorso in bilico, quelle con meno del doppio di candidati rispetto ai posti da assegnare, sono 11 per un totale di 205 cattedre: quasi una su 5 delle 1.144 da attribuire nell’Isola.

Addirittura per Scienze e tecnologie nautiche abbiamo 15 candidati per 18 posti. Il rischio, per queste discipline, è di non potere soddisfare le esigenze della scuola siciliana. L’unica prova prevista è un quizzone a risposta multipla di 80 domande da svolgere al computer in 80 minuti.
Ma si naviga a vista.

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