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]]>Una vita da donna libera, e non solo da fotografa. È questa la trama della nuova serie tv di Roberto Andò, prodotta da Bibi Film, che avrà al centro la vita di Letizia Battaglia, fotografa palermitana diventata nota all’estero con il soprannome di “fotografa della mafia”, con i suoi scatti forti e potenti.
In vista delle future riprese, la casting manager, Chiara Agnello, fa sapere di essere alla ricerca di giovani attrici siciliane, anche alla loro prima esperienza attoriale. Le ragazze, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, dovranno avere i capelli chiari, fra il biondo e il rosso, carnagione chiara ed una spiccata personalità carismatica. Tutti i requisiti sembrano portare al ruolo di una Letizia Battaglia ragazzina. Le aspiranti attrici dovranno inviare la propria candidatura, corredata di quattro foto recenti, all’indirizzo di posta elettronica letiziabattagliacasting@gmail.com.
Non è la prima volta che si racconta la vita della fotografa davanti ad una cinepresa. Nel 2006, in occasione del Festival Sguardi altrove, venne proiettato a Milano il docufilm di Daniela Zanzotto “Battaglia – una donna contro la mafia”. Nel 2014, Sky Arte HD, lancia il documentario “Letizia Battaglia – Amoreamaro” per la regia di Francesco Raganato. Nel 2019, la Battaglia è la protagonista del documentario del regista inglese Kim Longinotto “Shooting the mafia”, che ne racconta la vita e la carriera.
Negli anni di piombo della Sicilia, Letizia Battaglia ha catturato con il suo obiettivo l’efferatezza della mafia, scuotendo le coscienze di tutti. Diventata un’icona della fotografia, ha dato ai suoi scatti uno stile immediatamente riconoscibile, con le sue luci ed ombre. Una vita intensa, quella della Battaglia, non soltanto dal punto di vista professionale. Dall’impegno politico all’attività del Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. È stata, inoltre, la prima donna europea a ricevere il Premio Eugene Smith, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life.
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]]>L'articolo Grande successo per il biopic su Nada, “La bimba che non voleva cantare” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Tratto dal suo libro autobiografico (“Il mio cuore umano”), il film diretto dalla regista palermitana Costanza Quatriglio racconta l’infanzia e gli esordi dell’interprete di grandi successi intramontabili, come Ma che freddo fa e Amore disperato. Ad interpretare il ruolo di Nada, la giovane e talentuosa Tecla Insolia.
Sembra un angelo caduto dal cielo. È questa la frase, tratta da una delle sue più celebri canzoni, che abbiamo pensato dopo aver conosciuto la storia di Nada Malanima, il pulcino di Gabbro.
Prima della sua scalata al successo, Nada era soltanto una semplice ragazzina di campagna della provincia livornese. Cresciuta circondata dall’affetto della sua famiglia, speciale è il rapporto con la mamma Viviana (interpretata da una meravigliosa Carolina Crescentini), affetta da una grave depressione: sarà proprio questo legame a segnare la sua carriera. Quando suor Margherita scopre per caso il talento della piccola Nada per il canto, la bambina crede che la sua voce abbia il potere di far guarire la madre. Quest’ultima decide di incoraggiare a tutti i costi il talento della figlia, portandola a lezioni di canto dal Maestro Leonildo.
Ma la ragazzina pensa di non esser adatta per quel mestiere: troppo timida per cantare in pubblico e troppo vivace per limitarsi al bel canto. Eppure va avanti nonostante tutto, continuando a credere che la sua voce sia la luce per il tunnel in cui brancola la madre Viviana. Costretta a lasciare il proprio paese, Nada canterà solo per questo, sentendo sempre forte il richiamo delle sue radici. Crescendo, inizia però a rendersi conto di non riuscire nella sua personale missione, e di essersi ritrovata a fare sempre tutto ciò che la madre volesse, non ascoltando mai se stessa.
La svolta arriva nel 1969, al Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston, Nada porta la sua Ma che freddo fa, brano senza tempo che ha fatto e continua a far ballare intere generazioni. Non vince il Festival ma il successo tra il pubblico e il plauso della critica la consacra a vera star. Vincerà il Festival due anni dopo, nel 1971, con Il cuore è uno zingaro, insieme a Nicola Di Bari. Negli anni Settanta, Nada conquista un successo dopo l’altro, con il suo talento e la sua vita artistica ricca di pause di riflessione e di sensazionali ritorni come Amore disperato.
La protagonista indiscussa de “La bimba che non voleva cantare” è Tecla Insolia, giovane cantante ed attrice di soli 17 anni. Lo scorso anno, Tecla ha partecipato al Festival di Sanremo concorrendo nella categoria Nuove Proposte con la sua 8 marzo, brano scritto per “risvegliare la coscienza nelle ragazze”, abbattendo ogni tipo di pregiudizio sulle donne. Proprio come Nada, che iniziò la sua carriera musicale da poco più che adolescente, Tecla non vinse quell’edizione, posizionandosi in seconda posizione dietro Leo Gassman. Suo, invece, il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Oltre alla passione per il canto, Tecla ne coltiva anche una per la recitazione.
La fiction che la consacra al successo è Vite in fuga, a fianco di Anna Valle e Claudio Gioè. Con un background come il suo, alla sua ancora tenera età, non poteva che esser lei ad interpretare Nada sul piccolo schermo, riscuotendo grande consenso. Le auguriamo che la sua carriera possa continuare ad essere piena di soddisfazioni e successi, proprio come quella di Nada, la donna che continua a ballare tra le stelle accese.
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]]>L'articolo Si è conclusa la serie del commissario Montalbano ma nel Ragusano è polemica: “Chiediamo un’ultima puntata” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La saga letteraria che ha venduto 31 milioni di copie nel mondo si è conclusa con l’ultimo libro “Riccardino”, scritto nel 2005, rimaneggiato nel 2016 e, su desiderio dell’autore, pubblicato postumo il 16 luglio 2020 dalla casa editrice Sellerio di Palermo. E allo stesso modo cala il sipario anche sulla fortunata fiction di Rai1 ispirata alle avventure del poliziotto interpretato da Luca Zingaretti.
L’ultimo episodio, ‘Il metodo Catalanotti’, andrà in onda lunedì 8 marzo. Gli ultimi due episodi erano andati in onda lo scorso anno. Ad anticipare la fine è stato Peppino Mazzotta, attore della fiction. Sconfortati i ragusani che, grazie alla serie tv, hanno visto crescere in maniera spropositata il turismo nel loro territorio, culla del barocco.
Quale sarà il futuro per quel territorio? “È impensabile ed oltremodo irriverente nei confronti della memoria del grande maestro Andrea Camilleri pensare di non non realizzare un’ultima e definitiva puntata della straordinaria serie televisiva, tratta dai suoi libri”, dice Corrado Bonfanti, sindaco di Noto. Il primo cittadino chiede che venga girata una puntata tratta da “Riccardino”, l’ultimo romanzo: “Il Val di Noto non può assistere inerme a questa indecisione generale e deve farsi promotore e protagonista di questo grande atto d’amore per il maestro, per la Sicilia e per milioni di ammiratori ed estimatori di storie ed intrecci tutti siciliani che si sviluppano tra i nostri palazzi, le nostre vie e i nostri monumenti”, aggiunge.
E si rivolge a “Luca Zingaretti e alla casa produttrice Palomar, dell’amico Carlo Degli Esposti, che devono trovare in noi amministratori del Sud Est tutta la disponibilità e l’entusiasmo per rendere possibile questo significativo e irrinunciabile gesto d’amore e di riconoscenza della nostra terra. Sono convinto – assicura – che la Regione Siciliana, con in testa il nostro presidente Nello Musumeci, innamorato della cultura e della Sicilia, sarà della partita. Nessun protagonismo ma condivisione e spirito di squadra, con la stessa tenacia e determinazione che il commissario Montalbano ha sempre evidenziato nelle sue risolutive indagini”.
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