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Dopo la settimana sanremese, ieri sera ha riscosso grande successo il film sulla storia di una delle più grandi protagoniste del Festival e della musica italiana: Nada. Andato in onda su RAI 1, il biopic sulla vita della cantante livornese ha tenuto incollati alla tv 5.582 milioni spettatori con il 23.2% di share.

Tratto dal suo libro autobiografico (“Il mio cuore umano”), il film diretto dalla regista palermitana Costanza Quatriglio racconta l’infanzia e gli esordi dell’interprete di grandi successi intramontabili, come Ma che freddo fa e Amore disperato. Ad interpretare il ruolo di Nada, la giovane e talentuosa Tecla Insolia.

La trama di “la bimba che non voleva cantare”

Sembra un angelo caduto dal cielo. È questa la frase, tratta da una delle sue più celebri canzoni, che abbiamo pensato dopo aver conosciuto la storia di Nada Malanima, il pulcino di Gabbro.  

Prima della sua scalata al successo, Nada era soltanto una semplice ragazzina di campagna della provincia livornese. Cresciuta circondata dall’affetto della sua famiglia, speciale è il rapporto con la mamma Viviana (interpretata da una meravigliosa Carolina Crescentini), affetta da una grave depressione: sarà proprio questo legame a segnare la sua carriera. Quando suor Margherita scopre per caso il talento della piccola Nada per il canto, la bambina crede che la sua voce abbia il potere di far guarire la madre. Quest’ultima decide di incoraggiare a tutti i costi il talento della figlia, portandola a lezioni di canto dal Maestro Leonildo.


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Quella ragazzina timida…

Ma la ragazzina pensa di non esser adatta per quel mestiere: troppo timida per cantare in pubblico e troppo vivace per limitarsi al bel canto. Eppure va avanti nonostante tutto, continuando a credere che la sua voce sia la luce per il tunnel in cui brancola la madre Viviana. Costretta a lasciare il proprio paese, Nada canterà solo per questo, sentendo sempre forte il richiamo delle sue radici. Crescendo, inizia però a rendersi conto di non riuscire nella sua personale missione, e di essersi ritrovata a fare sempre tutto ciò che la madre volesse, non ascoltando mai se stessa.

La svolta

La svolta arriva nel 1969, al Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston, Nada porta la sua Ma che freddo fa, brano senza tempo che ha fatto e continua a far ballare intere generazioni. Non vince il Festival ma il successo tra il pubblico e il plauso della critica la consacra a vera star. Vincerà il Festival due anni dopo, nel 1971, con Il cuore è uno zingaro, insieme a Nicola Di Bari. Negli anni Settanta, Nada conquista un successo dopo l’altro, con il suo talento e la sua vita artistica ricca di pause di riflessione e di sensazionali ritorni come Amore disperato.

Tecla Insolia: una giovane Nada

La protagonista indiscussa de “La bimba che non voleva cantare” è Tecla Insolia, giovane cantante ed attrice di soli 17 anni. Lo scorso anno, Tecla ha partecipato al Festival di Sanremo concorrendo nella categoria Nuove Proposte con la sua 8 marzo, brano scritto per “risvegliare la coscienza nelle ragazze”, abbattendo ogni tipo di pregiudizio sulle donne. Proprio come Nada, che iniziò la sua carriera musicale da poco più che adolescente, Tecla non vinse quell’edizione, posizionandosi in seconda posizione dietro Leo Gassman. Suo, invece, il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Oltre alla passione per il canto, Tecla ne coltiva anche una per la recitazione.

Da vite in fuga a Nada…

La fiction che la consacra al successo è Vite in fuga, a fianco di Anna Valle e Claudio Gioè. Con un background come il suo, alla sua ancora tenera età, non poteva che esser lei ad interpretare Nada sul piccolo schermo, riscuotendo grande consenso. Le auguriamo che la sua carriera possa continuare ad essere piena di soddisfazioni e successi, proprio come quella di Nada, la donna che continua a ballare tra le stelle accese.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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