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Sembrerà strano, ma il primo atto di Telemedicina sperimentale in Italia risale al 1976. In quell’anno, le informazioni di alcuni Elettrocardiogrammi di pazienti affetti da disturbi cardiaci, venivano trasmesse a medici distanti chilometri, attraverso una linea telefonica.

Quattro anni dopo, nacque il cardiotelefono lanciato dalla SIP (Società italiana per l’esercizio Telefonico). Ma, a distanza di più di 4 decadi, in un’epoca digitale dove l’assistenza medica remota sarebbe in grado di portare benefici al paziente con una netta riduzione dei costi sociali e logistici, sono stati fatti passi da gigante?

Secondo uno studio pubblicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) su 47 paesi europei, la telemedicina è una pratica ampiamente sviluppata nei paesi del Nord da ormai diversi anni, una su tutte la Teleradiologia, che consente di visionare immagini radiologiche a distanza.

Il Italia, nonostante ci sia stato negli anni un progressivo aumento dell’interesse da parte delle Direzioni Strategiche, la telemedicina non ha ancora attecchito. Sono poche le soluzioni di telemedicina attuate in Italia, tra queste vi è il teleconsulto tra ospedali, non ancora ottimizzato. Della tele-riabilitazione e tele-assistenza vediamo solo poche tracce, qualcuna in via sperimentale. Ma ci sarà un cambio di passo?

La situazione emergenziale che stiamo vivendo a causa del SARS-CoV-2, ha messo sul tavolo della discussione diversi strumenti medico-digitali di monitoraggio, che hanno diviso gli interlocutori (governo e stakeholders) in due fronti: Da una parte si schiera chi solleva la questione relativa alla privacy(che fine fanno i nostri dati sanitari personali?), dall’altra chi non risparmia elogi alle sconfinate potenzialità.

Di certo, questa circostanza lascia prevedere un futuro prossimo dove la Telemedicina prenderà sempre più piede; sarà più semplice per i pazienti aggiornare i medici sul proprio stato di salute, ed i medici avranno uno strumento più efficiente per fornire risposte o sensibilizzare il paziente ad una specifica patologia.


Ma.. la Telemedicina rivoluzionerà il sistema sanitario o sarà “solo” un valido strumento da cui trarne beneficio?

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A proposito dell'autore

Ugo Farulla

Classe '90. Laureato UniPa in Tecniche di Radiologia con l'interesse per la Sanità Digitale. Co-Founder della Società MFHEALTHCARE, Startup di servizi Radiologici. Presidente dell'Associazione Culturale RiGenerazione 2013-2015. Appassionato di politica, filantropo, piantagrane, attivista civico e blogger occasionale. Capelli bianchi dalla nascita.

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