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Quattro palazzine crollate e tre sventrate, un’area di 10mila metri quadrati investita da una deflagrazione fortissima: così Salvatore Cocina, direttore della protezione Civile regionale, descrive i danni provocati dall’esplosione a Ravanusa. La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto.

I vigili del fuoco scavano da ore con le mani evitando di usare mezzi meccanici nella speranza che qualcun altro sia ancora vivo. Le vittime accertate dell’esplosione di Ravanusa sono tre. Due donne sono estratte vive dalle macerie, Giuseppa Montana e Rosa Carmina, mentre un uomo e due donne sono morte, Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori. Sono ancora 6 le persone disperse.

Nel video gli istanti drammatici della devastante esplosione:

“‘Sicuramente c’è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa. – ha spiegato – La forza dell’esplosione, forse innescata dall’avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas, ma è ancora troppo presto per dirlo”.

La procura di Agrigento che indaga sull’esplosione ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo. I pm hanno sequestrato un’area di 10mila metri quadrati. In giornata un consulente della Procura farà una prima ispezione sul posto. 

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