Vaccino per i bambini. È la circolare che sarebbe in fase di preparazione al Ministero della Salute, d’intesa con l’Istituto superiore di sanità, e che punta a evitare che, in autunno, ci sia un picco influenzale tra i bambini, per meglio determinare i colpiti dal Covid dai non malati.

Le raccomandazioni – sempre secondo quanto scrive il quotidiano romano – arrivano anche dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) e della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp): deve esserci una indicazione molto forte perché sia previsto il vaccino anti influenzale nei più piccoli.

Sul sito della Simpe (società italiana dei medici pediatri) si legge, addirittura: “Chiediamo l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni. Avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19. Questo significa agire sulla “patologia di comunità””.

La strada non è quella del vaccino obbligatorio, come per i vaccini indispensabili per l’iscrizione a scuola materna e scuola primaria, ma si preferisce la “pressante raccomandazione”.

Non sarebbe, d’altronde, l’unico provvedimento di questo tipo: su scala nazionale c’è già una proposta di Forza Italia per estendere il vaccino obbligatorio a tutta la popolazione “over 65”.

Obiettivo, dunque, è evitare che a novembre ci si ritrovi con i pronto soccorso intasati e i medici impegnati a capire se si tratti di Covid o banale influenza.

Per questa ragione –  spiega la Società Italiana di Medici Pediatri – “chiediamo l’obbligatorietà del vaccino antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni. Lo chiediamo ora, per settembre ottobre, quando normalmente viene emanata la circolare ministeriale che indica le fasce che dovranno essere interessate dalla vaccinazione. Avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19. Questo significa agire sulla ‘patologia di comunità’. Un approccio completamente differente da quello utilizzato finora”.

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