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Si ritorna alla normalità anche ad Unipa”. Così si inizia il confronto tra i due candidati al rettorato dell’Università di Palermo. In un caldo e rovente pomeriggio d’estate Francesco Vitale e Massimo Midiri si sono confrontati sul futuro che sarà dell’ateneo palermitano, che vedrà come coordinatore uno dei due a breve.

Il primo tema trattato nel confronto tra Midiri e Vitale è la didattica, che in questi mesi di Covid si è trasformata, evolvendosi in maniera repentina. Il tema dell’insegnamento tocca, secondo i due, sia insegnanti che studenti.

Vitale dichiara: “L’Università di Palermo ha un’alta costruzione formativa. Si devono supportare gli studenti. A mio parere si potrebbe puntare anche ad una didattica mista, che giovi ad entrambe le parti protagoniste”. Per Midiri: “La didattica è come una cassetta degli attrezzi. Noi, insegnanti dobbiamo dare gli strumenti giusti agli universitari, che poi li porteranno in alto nella loro carriera. Sarebbe anche giusto affrontare il tema della didattica internazionale”.


Leggi anche: Unipa, Vitale vs Midiri: confronto pubblico online fra i candidati a Rettore


Unipa, Midiri e Vitale a confronto

Il secondo punto di dialogo tra i due è l’internazionalizzazione dell’ateneo. Midiri in merito ritiene che Palermo potrebbe fare ancora di più, grazie al suo punto strategico tra Oriente ed Occidente. Invece Vitale sostiene che si dovrebbe puntare soprattutto ai corsi in lingua inglese, che uniscano studenti provenienti dall’estero e universitari che studiano a Palermo.

Nel confronto cronometrato in mista, tra live e presenza, si sottolinea il tema della ricerca. Secondo Vitale, l’Università di Palermo deve creare un Great Office che coordini i progetti di ricerca, che faranno emergere la formazione e la preparazione dei nostri ricercatori. Per Midiri la ricerca è una missione importante e si deve migliorare, semplificando la vita di ricercatori e professori. I giorni si avvicinano e l’Università di Palermo avrà il suo nuovo rettore.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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