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“Il 4 Giugno 2020, dalle ore 15, saremo in piazza davanti a Montecitorio, nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia di distanziamento sociale e prevenzione al COVID-19, assieme a tanti praticanti avvocati, giovani laureati e laureate e tanti studenti e studentesse dei corsi di laurea cosiddetti professionalizzanti: Psicologia, Farmacia e CTF, Biologia e Biotecnologie, Veterinaria, Odontoiatria, Chimica, Servizio Sociale, Ingegneria, Architettura, Economia tra le altre.”

Lo annunciano in una nota congiunta UDU – Unione degli Universitari, Libera e Giovane Avvocatura, Laurea Abilitante Psicologia, Laurea Abilitante Farmacisti e F.I.Bio. – Federazione Italiana dei Biotecnologi che scenderanno in piazza il 4 giugno, a Roma davanti a Palazzo Chigi.

Sono aspiranti psicologi, farmacisti e biologi. Ma non ci sono solo loro perché ormai si è formato un fronte delle professioni sanitarie che chiede una sostanziale equiparazione per l’esame di Stato ai medici. 

La richiesta dei giovani laureati

La richiesta che poniamo con forza – proseguono le associazioni – è una sola: abolire l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni ordinistiche e rendere le lauree abilitanti, come già è stato fatto, negli scorsi mesi, per medicina e chirurgia.

“Ci rivolgiamo ancora una volta alla politica ed al Governo, affinché diano, subito, risposte alle istanze di migliaia di giovani che in questi mesi hanno con forza chiesto l’abolizione dell’esame di stato, le lauree abilitanti o altresì il mero passaggio ad una prova orale.

Scendiamo in piazza per rivendicare il nostro futuro, per chiedere di abolire questi inutili sbarramenti che altro non fanno che evocare il medievale concetto di protezionismo”.

“Chiediamo che i nostri titoli siano valorizzati e resi abilitanti, che sia riconosciuto il nostro percorso formativo: che venga riconosciuto il Diritto al Lavoro. Continueremo a lottare – concludono – finché non avremo raggiunto il risultato! Abilitazione per tutti!”. 

La nota delle Associazioni

L’esame di stato, concetto ben distinto dal concorso pubblico, rappresenta l’ennesimo blocco per tutti coloro che dopo lunghi anni di studio vorrebbero semplicemente poter mettere in campo le competenze acquisite.

L’inutilità di questa prova è data dal fatto che non aggiunge niente di più a quello che tanti giovani già acquisiscono con la Laurea – conseguita dopo anni di studio – sia a livello nozionistico che a livello pratico con i diversi tirocini, sia pre che post laurea, e con i lunghi mesi di praticantato per quanto riguarda la professione di avvocato. Questi ultimi, in particolare, svolgono pratica forense per almeno 18 mesi ed in assenza di qualsivoglia remunerazione. Ad oggi, rispetto ai colleghi di cui sopra, sono stati esclusi da ogni provvedimento, come fossero “giovani” di serie B rispetto a tutti gli altri.

Senza alcuna rilevanza per le singole categorie, le suddette problematiche vengono rese ancora più evidenti dalla situazione emergenziale che tutti stiamo vivendo.

Pur di mantenere una inutile e ulteriore prova il Ministero (salvo che per i praticanti avvocati a cui non è neanche stato concesso questo, come sopra affermato) ha dato indicazione di fare gli esami di Stato anche a distanza, abolendo le prove pratiche e mantenendo una sola prova orale che dovrebbe essere onnicomprensiva, fatta a distanza ed in modalità telematica.

Tuttavia, a poco più di un mese dall’inizio delle prime prove ancora non si hanno notizie certe né sulle modalità né sui contenuti delle prove, lasciando nella confusione e nello sconforto tanti aspiranti giovani professionisti che, invece, altro non chiedono che la possibilità di mettere in campo le proprie competenze e provare ad immaginare un futuro dignitoso in questo Paese, come a buon diritto, impone la Costituzione.

L’Italia, anche grazie a questo tipo di sbarramenti, troppo spesso, ha visto e vede ancora tanti giovani costretti a emigrare alla ricerca di un futuro migliore.

Ci chiediamo quale valenza formativa imprescindibile possa avere una prova del genere.

Ci rivolgiamo ancora una volta alla politica ed al Governo, affinché diano, subito, risposte alle istanze di migliaia di giovani che in questi mesi hanno con forza chiesto l’abolizione dell’esame di stato, le lauree abilitanti o altresì il mero passaggio ad una prova orale.

Scendiamo in piazza per rivendicare il nostro futuro, per chiedere di abolire questi inutili sbarramenti che altro non fanno che evocare il medievale concetto di protezionismo.

Continueremo a lottare finché non avremo raggiunto il risultato! Abilitazione per tutti!

Mobilitazione Nazionale “Abilitazione per tutti” l’evento Facebook

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