A poche ore dal lancio, si apre subito un caso attorno alla App Immuni. E non è un problema che riguarda direttamente l’applicazione, ma una campagna di virus informatici che sta colpendo l’Italia proprio a ridosso del via. L’allarme arriva da Agid-Cert, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza.

Il cavallo di Troia è una mail che invita a cliccare su un sito fasullo, copia fake di quello del Fofi, la Federazione Ordini dei farmacisti italiani. Il pretesto con cui agganciare l’utente è quello di far scaricare un file denominato Immuni. Ma attenzione, perché così facendo l’unica conseguenza è quella di prendersi il virus che si chiama FuckUnicorn. Si tratta di un ransomware, ovvero di un virus che prende in ‘ostaggio’ il proprio dispositivo e quindi chiede un ‘riscatto’ per liberarlo. 

Un attacco che arriva – probabilmente per nulla a caso – nel giorno in cui la (vera) App Immuni è stata caricata sugli store di Google e Apple. Fonti del ministero dell’Innovazione confermano a che l’applicazione è pronta per essere usata, manca ancora l”ok’ delle due big tech. Ma il dado è tratto, le case madri dei sistemi operativi iOS e Android hanno già a disposizioni i codici di Iummini. Che dovrebbe essere disponibile già oggi, nel primo pomeriggio, per essere scaricata da tutti gratuitamente. La sperimentazione vera e propria partirà ufficialmente il 3 giugno in quattro regioni: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria.

Come evitare il virus

A rendere noto il pericolo è “Agid-Cert”, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza. L’invito che viene fatto è quello di evitare di scaricare file da mail non comprovate, come nella fattispecie FuckUnicorn. La app ufficiale deve essere ancora testata e, quando sarà disponibile negli store, sarà svolta una campagna di lancio ufficiale per indicare le modalità di download.

Il lancio dell’app

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