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Il mondo delle applicazioni web non finisce mai di stupire. Oggi vi parliamo di Poparazzi, l’app del momento. E anche questa in esclusiva per i clienti della mela più famosa del pianeta. Molti l’hanno già definita il nuovo fenomeno social perché è schizzata subito in cima alle novità più scaricate dell’App Store (dove è disponibile in esclusiva). Un po’ come era accaduto per Clubhouse, questa app sovverte le classiche regole dei social.

E’ sempre un’applicazione che permette di condividere foto ma gli utenti possono solo pubblicare foto di altri. Possono per l’appunto essere dei paparazzi.

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Come funziona

Quindi i selfie sono tassativamente vietati. La app inibisce l’uso della telecamera frontale. E soprattutto – almeno negli intenti dato che le foto dovrebbero essere spontanee – non c’è la ricerca della perfezione maniacale che spospola su Instagram. Ma ci sono tutte gli strumenti per divertirsi con gli amici: filtri, effetti speciali per creare gif, chat.

Su poparazzi ciò che viene pubblicato sul “nostro” profilo non è scelto da noi, ma dai nostri amici. Loro possono caricare le immagini e i video che vogliono in una sorta di bacheca contenitore che porta il nostro nome. Facendo un paragone con i social tradizionali, se su Instagram apriamo noi un profilo e siamo noi a decidere cosa pubblicare, qui la palla passa interamente agli amici. Loro possono sfruttare il nostro profilo trasformandosi in “paparazzi” che pubblicano foto per conto nostro.

L’idea è divertente e mescola bene le carte rispetto alla staticità dei network più grandi. Ma soprattutto offre numerosi meccanismi di tutela per evitare che la situazione degeneri in bullismo o nella pubblicazione di foto imbarazzanti o offensive. Anche se non potrai pubblicare immagini sul profilo che porta il tuo nome, Poparazzi chiederà ai tuoi amici una mail o un numero di telefono per verificare la tua identità e registrarti all’interno del portale. Questo sarà il tuo accesso all’app per caricare immagini dei tuoi amici e controllare ciò che viene condiviso su di te. Ogni volta che qualcuno caricherà una nuova immagine si riceverà una notifica e se questo utente fa parte della cerchia di amici autorizzata l’upload sarà automatico. In caso contrario potrete fare una prima verifica sulla foto caricata prima dell’effettiva pubblicazione sul social network. Sarà possibile bloccare un utente, impedendogli di caricare altre immagini, così come potrai decidere di chiedere la rimozione di una foto già pubblicata da tempo.

L’Anti serfie App

Il team di Poparazzi – in un articolo che titolava «The Anti-Selfie App» – ha scritto proprio che la piattaforma vuole preservare l’autenticità dei momenti passati con gli amici e che vuole eliminare la pressione della perfezione. Con questo obbiettivo l’hanno lanciata a fine maggio i fratelli Austen e Alex Ma, già noti ai venture capitalisti per il social TTYL («talk to you later» e cioè «ci sentiamo dopo»), app simile a Clubhouse che però non ha mai sfondato.

Con Poparazzi le cose sono molto diverse: i Ma hanno già ottenuto oltre 130milioni di dollari di finanziamenti, e i download continuano incessanti.

Poparazzi mina la privacy?

Fino a quando? È la domanda che si stanno ponendo in molti che credono che Poparazzi metta a rischio la privacy (negli Stati Uniti è considerato un «privacy nightmare», cioè un incubo). Anche se non è l’unico social che lo permette, dato che sia su Facebook che su Instagram chiunque può pubblicare foto di noi senza chiederci il permesso. Questo aspetto di privacy sulla piattaforma rischia di essere esasperato perché è il fulcro intorno al quale ruota tutto il suo funzionamento. Certo, c’è possibilità di controllare dato che i protagonisti delle foto vengono avvisati con delle notifiche, in seguito alle quali si può decidere di far cancellare il contenuto o di bloccare chi lo ha pubblicato, ma nel frattempo trascorre tempo (prezioso).

Esistono anche delle linee guida, in cui i creatori scrivono che «vogliono che Poparazzi sia una community sicura» in cui nessuno «violi le leggi e tutti trattino tutti con rispetto senza postare spam, nudi, spacciare persone per altre». Ma tra le intenzioni e la realtà c’è sempre un abbisso. Il timore è che nessuna linea guida possa essere efficacie, soprattutto per i più giovani che, sin da ora – sbirciando tra i profili -sembrano essere i primi grandi estimatori della novità. Non resta che aspettare per capire cosa cambierà. Potrebbe essere un successo o un fuoco di paglia come tanti. Intanto, se avete un iphone vi consiglio di scaricarla e sbirciare un po’!

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A proposito dell'autore

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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