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Nella regione di Lugansk, nel sud est dell’Ucraina, l’esercito russo continua a bombardare le città anche con bombe al fosforo. Lo scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergey Gaidai, citato dall’agenzia Unian, sottolineando che ci sono morti e feriti. “Nella notte gli invasori hanno bombardato la regione di Lugansk con missili e bombardamenti al fosforo – scrive -. Si sa già che quattro persone sono morte e i russi hanno danneggiato o completamente distrutto molte case”. Colpite le città di Severodonetsk, Lysychansk, Rubizhne, Kreminna, Novodruzhesk e Voevodivka. 

“Combatteremo tutti fino all’ultimo” per difendere l’esistenza dell’Ucraina “e per proteggere l’Europa intera da un’aggressione più grande” perché “questa è un’aggressione iniziata in Ucraina contro l’Europa e il mondo intero”. Lo dice il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista a la Repubblica, la prima a un quotidiano italiano dall’inizio dell’invasione russa, in cui afferma che “la guerra lampo è fallita” mentre “l’eroica resistenza degli ucraini” va avanti “da ormai un mese” con il “nemico demoralizzato” e l’esercito russo che “ha subito maggiori perdite di persone e attrezzature rispetto ai dieci anni di guerra in Afghanistan” nel mezzo di una “guerra senza regole” e “alcun rispetto di qualsiasi convenzione” perché “usano le armi e le bombe vietate dalle convenzioni internazionali, uccidono i civili, le donne e i bambini”, bombardano “ospedali, scuole, teatri dove i civili si nascondono nei sotterranei, e lo stanno facendo deliberatamente”.

“Non c’è niente di ucraino nelle mani della Russia. Sì, hanno sequestrato alcuni territori, hanno occupato alcune nostre città, come dei veri terroristi nucleari hanno sequestrato le centrali nucleari di Zaporizhzhia e Chernobyl, per ricattare tutto il mondo, ma tutto questo non appartiene a loro, perché gli ucraini stanno resistendo”, afferma, parlando di una “feroce resistenza” per frenare “questa aggressione, la più brutale dai tempi della Seconda guerra mondiale”.

“Crediamo che l’intero mondo civilizzato alla fine si unirà a noi e insieme porremo fine a questa guerra. Perché la guerra non è in Ucraina, la guerra è in Europa – ripete – L’Ucraina è attualmente un avamposto di questa guerra che sta trattenendo l’aggressore. Ma Putin non si fermerà qui e andrà oltre“. E “sfortunatamente, dai primi giorni di questa invasione su vasta scala, la Bielorussia è diventata una base per l’esercito russo”, ma – afferma – “secondo i nostri dati, molti militari bielorussi stanno in massa abbandonando la prospettiva di combattere in Ucraina, capiscono che moriranno qui” e “il tempo dirà se la leadership bielorussa lo comprenderà appieno e se non attraverserà la linea chiamata confine di Stato”.

Zelensky dice di essere “stato sempre pronto” a incontrare Putin “negli ultimi anni”, da quando è “stato eletto presidente” e ricorda come “la guerra nel nostro Paese vada avanti da otto anni, anche se la Russia ha in passato affermato al mondo che le truppe russe non erano presenti nel nostro Est“, mentre “la guerra su larga scala della Russia contro l’Ucraina è in corso da un mese” e “siamo pronti a discutere i termini del cessate il fuoco, i termini della pace, ma non siamo pronti a subire ultimatum”.

E sin “dai primi giorni di guerra noi ucraini abbiamo chiesto alla Nato di chiudere il nostro cielo da bombe e aerei nemici”, ma “non è avvenuto” e “a questo punto, potete darci un’arma che possa aiutarci a proteggere il nostro cielo, darci aerei, mezzi di difesa aerea e così via”. All’Italia Zelensky ripete che “abbiamo bisogno del vostro aiuto” e chiede: “Fate pressione sull’aggressore, aumentate le sanzioni contro quei russi che hanno iniziato e conducono questa guerra, rinunciate alle merci russe, ritirate le vostre aziende dal mercato russo”. “La Russia deve subire le conseguenze delle sue attività criminali: nella sua economia, negli scaffali vuoti nei negozi, negli yacht e – dice – nelle ville sottoposti a blocco, nell’impossibilità di viaggiare nel vostro bellissimo Paese”

Intanto sembra sotto controllo la maggior parte dell’incendio sviluppatosi nell’area vicina alla centrale nucleare di Chernobyl. Lo afferma il Ministro dell’ecologia e delle risorse naturali Ruslan Strelets, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Strelets, in una intervista televisiva, ha spiegato che nell’area nelle ultime due settimane si sono registrati più di 30 incendi. “Ci sono stati altri 5 incendi nell’ultima settimana. Oggi la maggior parte di questi incendi è circoscritta. Ci sono ancora piccole aree in cui l’incendio continua”, ha detto.

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