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Sara G. M. Gallo, giovane studentessa siciliana, ha deciso di scrivere una lettera sui social a Mediaset. Le sue parole sono collegate ad alcuni eventi trash successi recentemente al Biscione.

La lunga lettera della giovane inizia così: “Cara Mediaset, vorrei dirti che noi Siciliani non siamo quelli che tu continuamente mostri in tv. Non siamo tutti delle persone insensibili, arretrate e misogine come quelle che mostri a C’è Posta per te”.

Poi tratta i temi Angela da Mondello e Hotel Eufemia. “Non siamo tutti negazionisti e convinti attori/cantanti come Angela da Mondello, né tanto meno stupidi e privi di dignità come quelli dell’Hotel Eufemia, che la cara Barbara D’Urso si diverte ad invitare nei suoi programmi”.

La lettera della studentessa Sara

Poi l’agrigentina continua: “E non siamo nemmeno degli ignoranti menefreghisti e vandali come quelli mostrati da Striscia la Notizia, la quale tra l’altro non si è presa nemmeno la briga di precisare che quel signore di Favara mostrato in questi giorni soffre di particolari disturbi, che giustificano il suo modo di comportarsi”.

“No, Mediaset, non siamo tutti così, mi dispiace deluderti! C’è gente che studia, che si prodiga per il prossimo e per il bene comune. Gente che si distingue professionalmente e artisticamente, non solo in Italia, ma nel mondo. Ci tenevo a precisartelo, perché ho notato che quasi ti diverti a mostrare quanto ignoranti possano essere i Siciliani e a me questa cosa non va più bene”.

Poi arriva l’attacco verso i soggetti sbagliati: “Soggetti simili andrebbero censurati. E invece tu cosa fai? Li metti in risalto. Evidentemente sei caduta proprio in basso. Ragione in più per smettere di guardare i tuoi programmi. Cari saluti. Una giovane studentessa che non si sente affatto una siciliana stupida, ignorante e capra”.

In poche ore la lettera della giovane ha fatto breccia nel cuore di molti, ottenendo quasi 5000 like e più di 4000 condivisioni.


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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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