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È delle ultime ore la notizia del grave sequestro di centinaia di studenti universitari della città di Kagara, in Nigeria. Gli studenti universitari sequestrati sono tenuti strettamente sotto torchio da un gruppo terrorista armato che ha assaltato il campus. Nell’azione, uno studente è stato ucciso.

La Nigeria ancora bersaglio dei gruppi terroristici

In Nigeria, l’incubo si ripete. Già lo scorso mese di dicembre, in un liceo maschile di Kankara, vennero rapiti 330 studenti. Tante le marce di protesta che seguirono l’accadimento, diffuse in tutto lo Stato. Dopo alcuni giorni dalle manifestazioni, tutti gli studenti furono rilasciati sani e salvi. Oggi, bersaglio dei gruppi terroristici è l’università di Kagara, il College di Scienze dello Stato centro-occidentale del Niger.

Le notizie sugli studenti universitari sequestrati

Dalle notizie fatte trapelare dai media locali, studenti ed insegnanti sono stati prelevati, di notte, con la forza dai loro alloggi all’interno del campus. Gli assalitori, con il volto coperto, indossavano uniformi militari e non hanno avuto la minima esitazione a sparare a chiunque tentasse di fuggire. Uno studente sarebbe stato ucciso. Il numero esatto dei sequestrati, trascinati in una vicina foresta, è ancora sconosciuto. Le fonti della sicurezza fanno sapere che il campus è frequentato da circa 1000 persone.

L’azione del governo

Il Presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha immediatamente ordinato un blitz militare per liberare tutti i catturati. «Il presidente ha ordinato alle forze armate e alla polizia di assicurare il ritorno immediato e in sicurezza di tutti i catturati», queste le dichiarazioni del portavoce del Presidente Buhari.

L’attacco non ancora rivendicato

L’assalto all’università non è stato ancora rivendicato da nessun gruppo terrorista. Sappiamo, purtroppo, che la Nigeria è dilaniata spesso dal feroce terrorismo islamista ed estremista di Boko Haram. Ma è anche vero che ormai la situazione di  fragilità ed insicurezza è profondamente diffusa in tutto lo Stato, tanto da parlare, anche in questo ultimo caso, di banditismo.

I banditi come i jihadisti

I banditi utilizzerebbero le stesse violente e ripugnanti tecniche dei jihadisti per i loro spregevoli scopi. Tra tutti, ottenere popolarità e le numerose richieste di riscatto. Solitamente, in cambio del rilascio dei catturati, richiedono denaro per finanziare le loro attività illegali o altre azioni terroristiche. Per questo motivo, la condizione di prigionia dei catturati può durare anche diverso tempo. Restiamo in attesa di prossimi aggiornamenti e di buone notizie!


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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

27 anni, laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale. Non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa e ambiziosa, cerco sempre di rinnovarmi cogliendo le occasioni che la vita mi offre

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