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Il mondo dello streaming, per fortuna ci regala sempre delle belle sorprese e se la scorsa settimana è circolata la voce di una presunta serie per i fan del piccolo maghetto di Hogwarts, questa è la volta dei più realisti, appassionati alle belle storie. 

Arriverà una serie su “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald.

Tanta roba! I presupposti infatti promettono bene e si parla addirittura di una serie così forte, tanto da riuscire a battere di sicuro “La regina degli scacchi”, nella top ten di Netflix tra le serie addirittura più viste di sempre.

L’adattamento di Luhrmann, regista del Moulin Rouge

Per chi ha letto il libro e ha visto il film, il meraviglioso capolavoro drammatico, frutto del maestoso adattamento di Baz Luhrmann, regista di tanti altri capolavori e che ha vinto 2 Premi Oscar, sa di cosa sto parlando. La storia de “Il grande Gatsby” è sostanzialmente quella di un uomo e di una donna che si amano. E fin qui, tutto pare ovvio! 

Siamo negli anni Venti, in piena età del jazz e l’ambientazione così charleston dà senz’altro un tocco in più ad una trama, che per quanto potrebbe scadere nella banalità, non lo fa mai.  

Ci sono i ricchi, certo, con le loro ville sfarzose sulla costa d’oro di Long Island. 

C’è anche un’identità rubata, c’è un delitto, c’è un amore! C’è la tormentata vita di un uomo, tra solitudine e inquietudine, ma che cela un profondo animo nobile, più nobile del suo status sociale.

Perché ne vale la pena

La pellicola degno di un cast stellare, con il grande Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan è un perfetto adattamento della prima versione, quella del 1974, sceneggiata da Coppola ma cinematograficamente poco consistente.

Nel film del 2013 il linguaggio del cinema e quello della musica seguono perfettamente la trasformazione fisica del protagonista, dei costumi che indossa, dell’architettura che abita, degli straordinari eventi che ospita. Ma c’è di più, c’è anche un’anima, ora disperata ora in balia di sentimenti troppo forti, che restituisce sul più bello un finale da Moulin Rouge.

Rimarcando il tema dello sguardo, dell’essere voyeur ma al tempo stesso del guardare, il regista rimarca il carattere eminentemente visivo del proprio operato, invitando il pubblico a godere dei fuochi d’artificio, dello “spettacolo spettacolare”, la vera essenza del film stesso.

Un capolavoro che senz’altro merita di riprendere vita sullo schermo anche per una terza volta, in una nuova veste: serie tv. Speriamo solo che sia degna del nome che porta!

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