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10 anni sono tanti… sono molti per me che ho lasciato Sambuca quando ero un’adolescente.

Nel 2009 Palermo: la mia prima Università, la mia prima casa in affitto, la mia prima valigia, il mio primo distacco dalla famiglia. Una scelta comoda. Ma a me non bastava! Nel 2010 così volo verso Milano, la città per eccellenza! Adattarsi non è stato semplice, ma quel cielo grigio mi ha regalato anni felici e anche la conquista della mia prima laurea. Quel piccolo traguardo mi stava ponendo per l’ennesima volta davanti ad una scelta: specialistica? Quale? Dove? Così arrivano i miei anni a Roma. Roma è davvero la città eterna, si respira arte in ogni angolo! E io stavo bene. Quel caotico disordine, quella imperfetta viabilità, quell’empatia nella gente, mi ricordavano un po’ la mia Sicilia!

Tra un bagaglio e un altro, una partenza e un’altra, avevo finalmente abbandonato la vita da adolescente per rivestire quella di una piccola donnina alle prese con il lavoro, la casa, la sveglia, gli affitti, la spesa, la routine quotidiana che ti assorbe, intanto che la vita ti passa avanti, i genitori invecchiano, i nipoti crescono, vecchi amici che ritornano e altri di nuovi che si aggiungono. Avevo tutto, ma dentro, qualcosa mi mancava…

Vi è mai capitato di non riuscire a tradurre a parole un’emozione, un’esperienza, una sensazione così forte che se non la si vive non si può spiegare? Questo è quello che è successo a me quando ho deciso di fare una valigia, l’ultima, dopo 10 anni e tornarmene a “casa”… ritornare in Sicilia.

Sicilitudine: La sostanza di quella nozione della Sicilia che è insieme luogo comune, idea corrente, e motivo di univoca e profonda ispirazione nella letteratura e nell’arte.

LEONARDO SCIASCIA


Molti hanno provato a definire questo senso di profonda appartenenza che è inspiegabile e solo chi è nato qui, in questa isola, potrà capire veramente.

Siamo in molti ad essere scappati da questa terra, si, come si scappa da una guerra politica, come si scappa da un paese che ti soffoca, ti reprime, come si scappa da un posto in cui non ti senti te stessa e non vedi uno spiraglio per il futuro, per la tua vita. Si scappa con la leggerezza di un’adolescente che vuole scoprire cosa c’è al di là del confine, di una terra inesplorata, cosa separa il mare dall’ultimo pezzetto di terra ferma.

Così, si va via… così, tutti vanno via con l’entusiasmo di aprirsi a nuove strade da percorrere. E per molto tempo questa sensazione di espatrio è davvero LIBERTA’!

FARE DI OGNI CASA, LA TUA CASA

E così i giorni passano e con essi i mesi e gli anni e si rincorre sempre quel senso di familiarità che non arriva e che ritrovi per un attimo in quella casa, si, quella che hai preso in affitto, che hai pulito e profumato per bene, rendendola un po’ più tua… ma non sarà mai casa tua. Entri e respiri ambiente familiare, ma più passa il tempo, più ti guardi intorno e ti chiedi: “ma dove sono finita?”. QUESTA NON è CASA MIA! Ma l’hai scelto tu di andare via, di respirare libertà, di fare nuove esperienze e così ripeti a te stessa che è questo quello che vuoi e tutto ciò che ti circonda è tuo! Ti ripeti che ogni casa che abiterai, sarà casa tua! Ma si sa, non si può mentire a se stessi a lungo…

LA SICILITUDINE CHE RIAFFIORA


E dopo molti anni che convivi con questo senso di finta appartenenza che ti sei ricreato nella tua mente per non sentire il vuoto che rimbomba dentro di te, ti poni finalmente delle domande… le più salvifiche che io mi sia mai posta in vita mia: Cosa voglio davvero? E’ questa la mia felicità?

E’ quello il momento in cui si riapre la voragine che hai sepolto sotto i tuoi piedi e ti manca l’aria, il respiro si affanna e ti senti in un posto che non è più il tuo… hai solo bisogno di vedere il mare! Quel mare che mi ha sempre coccolata tra il rumore delle sue onde al passo del vento… quel mare che mi ha accolto sempre con il sole anche a dicembre, quando tornavo per le vacanze natalizie… quel mare che quando lo respiro mi purifica i polmoni e l’anima.

Quando le persone ad oggi mi chiedono: Ma che ci vai a fare giù in Sicilia? Non c’è nulla per te… io nella mia testa rispondo: COME TE LO RACCONTO IL MARE???

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