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Svelati tutti i retroscena, grazie all’indagine condotta dalla Procura di Trapani, circa le irregolarità nei concorsi in Polizia e nei Vigili del Fuoco. 14 le persone accusate di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e traffico di influenze illecite.

Concorsi truccati: gli accordi

L”indecente’ proposta avviene seduti ad una tavolo di un ristorante di Alcamo, in piena estate. Sborsando 3mila euro, i candidati al concorso avrebbero avuto una corsia preferenziale. Il prezzo aumentava di 2mila euro in più qualora i candidati avessero voluto partecipare al concorso in Polizia. Il principale organizzatore del sistema era un vigile del fuoco in servizio ad Alcamo, Giuseppe Pipitone, che faceva parte di una sottocommissione d’esame. In tanti si sono rivolti a lui pagando la cifra richiesta.

Mazzette e promesse

All’inizio si dovevano pagare subito 150 euro per il materiale didattico e altri 100 euro al mese per l’affitto del capannone dove Pipitone preparava i candidati per le prove fisiche del concorso. Il resto, ovvero l’inserimento nella graduatoria, avveniva solo con il pagamento extra. Chi pagava (anche a rate) e si inseriva nel suo “gruppo”, poteva contare su amicizie ad alti livelli. A casa di Giuseppe Pipitone i militari dell’Arma avrebbero rinvenuto e sequestrato un libro-mastro, con nomi e cifre.


Leggi anche: Concorsi per polizia e vigili del fuoco truccati in Sicilia, chi non pagava veniva scartato: 4 arresti


Risposte ai quiz fornite in anticipo

Ma non solo per il superamento delle prove fisiche. Il concorso prevedeva anche una prova scritta a crocette. A questo, pensava Il salemitano Giacomo Rizzotto, fra i destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora, che avrebbe avuto in anticipo il file con domande e risposte da inviare in tempo ai candidati.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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