Oggi in Sicilia partono i test sierologici, le analisi per la ricerca degli anticorpi in alcune fasce della popolazione annunciata dalla Regione a metà aprile con l’intento di «capire la reale diffusione dell’epidemia di Coronavirus».

La buona notizia è che rappresenteranno «un’utile valutazione epidemiologica della circolazione del virus» in Sicilia. Quella così così è che «allo stato attuale delle conoscenze, non danno alcuna patente di immunità».

La dirigente generale del dipartimento per le Attività sanitarie della Regione, Maria Letizia Di Liberti, ha firmato la circolare che autorizza oltre seicento laboratori, tra pubblici e privati, nell’Isola, suddivisi in tre categorie: a, b e c.

I 160 laboratori di tipo A (settori di Microbiologia e Virologia o Centri trasfusionali) effettueranno test sierologici, con metodo quantitativo/semiquantitativo, basati su tecniche per la ricerca, differenziata, di anticorpi anti Covid-19 di tipo IgG, IgM o IgA.

Quelli di tipo B effettueranno test sierologici con metodo qualitativo/semiquantitativo, basati su tecniche adeguate alla ricerca di anticorpi anti Covid-19 di tipo IgG e IgM, con possibilità di eseguire la ricerca di IgA in alternativa agli IgM.

I laboratori di tipo C effettueranno test sierologici rapidi (pungidito) di tipo qualitativo, su card, per la rilevazione contemporanea, ma distinta, sia di anticorpi di tipo IgG che di tipo IgM o IgA.

In una prima fase, al fine di razionalizzare l’uso dei kit diagnostici, le indagini sierologiche di tipo A (quantitativo) saranno effettuate esclusivamente su queste categorie: personale dipendente delle strutture sanitarie pubbliche; medici di Medicina generale, personale dei presidi di continuità assistenziale e personale delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca); personale dell’emergenza sanitaria, personale sanitario del 118; medici, psicologi e personale di polizia operante nell’amministrazione penitenziaria e i detenuti. L’onere per queste categorie sarà a carico del sistema sanitario regionale.

Test di tipo A anche per personale sanitario e pazienti a rischio delle strutture sanitarie private; personale e pazienti ricoverati nelle strutture residenziali sanitarie accreditate; personale e ospiti delle Case di riposo; professionisti sanitari privati. Per queste categorie gli oneri sono a carico della struttura, dell’interessato o del datore di lavoro che ne facciano richiesta.

I laboratori accreditati al test quantitativo potranno svolgerlo, in una prima fase, solo sulle categorie indicate. Più in là anche ai privati che ne faranno richiesta, a loro carico (circa 35 euro). Riguardo alle indagini di tipo B (test qualitativo) potranno essere richieste anche da privati cittadini, con costo a loro carico (circa 10 euro).

Infine le indagini di tipo C, test rapido qualitativo (il cosiddetto pungidito). Il costo di questo esame sarà a carico del sistema sanitario regionale se effettuato su: personale delle forze dell’ordine, delle forze armate, dei vigili del fuoco, del corpo forestale e dell’amministrazione della giustizia direttamente coinvolto nella gestione dell’emergenza Covid-19. E ancora sui volontari e i parroci impegnati nel fronteggiare l’emergenza sanitaria; sui cittadini delle ex “zone rosse” dei Comuni di Agira, Salemi, Troina e Villafrati che saranno selezionati dall’Asp competente in quanto soggetti fragili. I privati cittadini che volessero effettuarlo, potranno farlo a loro carico, a una tariffa massima di 10 euro.

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