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Non si potrà parlare di campanella in senso stretto, ma le emozioni sono le stesse: all’Università di Palermo si torna in aula, con lezioni in presenza per 94 corsi di studio su 134 complessivi, per inaugurare un nuovo accademico dal retrogusto di normalità. Certo, l’atmosfera che si respira in viale delle Scienze non è quella caotica e trafelata che studenti e professori conoscono bene: per le strade della cittadella universitaria passa giusto qualche auto, sui marciapiedi e negli spazi comuni solo pochi gruppi di studenti ben distanziati. Fuori dagli edifici dell’ateneo però il clima è ottimista, e nelle aule pure.

Come nella F 180, nella facoltà di Ingegneria, dove una trentina di studenti seguono una lezione di Ingegneria informatica col docente Giuseppe Lo Re. Sono tutti ben distanziati, e la mascherina che indossano non nasconde l’entusiasmo di tornare a respirare un’aria che a molti è mancata. “Siamo contenti di ricominciare, le lezioni in presenza sono sempre migliori di quelle a distanza”, afferma uno studente in aula; un altro si dice “abbastanza contento” e aggiunge: “Speriamo vada tutto liscio e non si torni alla chiusura”.

“Abbiamo 42 mila studenti, affrontare questo sforzo è stata una grande impresa – commenta Lo Re –. Abbiamo cercato di sistemare le aule in maniera tale che i ragazzi possano anche seguire da casa qualora impossibilitati a frequentare. Oggi stanno riprendendo tutte le lauree magistrali in Ingegneria, e una buona percentuale di ragazzi stanno seguendo in presenza”.

La sicurezza è appannaggio del professor Guido Lacca, nominato anche referente anti-Covid, che illustra come l’università del capoluogo siciliano ha preparato il terreno per arginare i contagi: “Abbiamo aggiornato il regolamento di ateneo, censito le aule e verificato i posti a sedere, che poi sono stati ridotti al 40 per cento mantenendo il metro di distanza interpersonale. Inoltre – prosegue – viene misurata la temperatura all’ingresso di tutti i locali universitari, sono presenti i dispenser per la sanificazione delle mani e abbiamo programmato la pulizia e l’igienizzazione delle aule alla fine di ogni lezione”.

Procedure rigide anche dal punto di vista del tracciamento delle persone: “È prevista la registrazione quotidiana degli accessi alle aule per tracciare eventuali positività – spiega Lacca – e tutti gli eventuali contatti stretti del contagiato saranno comunicati immediatamente all’Asp. Per totale trasparenza sul sito dell’università c’è una sezione apposita dedicata al coronavirus, dov’è possibile trovare i protocolli specifici legati alle lezioni in presenza”.

Il rettore Fabrizio Micari parla di “una sorta di primo giorno di scuola. L’abbiamo fortemente voluto, siamo fermamente convinti che la didattica in presenza sia tutta un’altra cosa, uno scambio anche di sguardi e sensazioni che nessun computer può sostituire. Naturalmente – precisa – è necessario rispettare tutte le misure di sicurezza: per questo stanno ripartendo in presenza i corsi non particolarmente numerosi, mentre per quelli più numerosi manteniamo la didattica a distanza”. Poi anche lui si lascia trasportare dall’emozione: “Sono molto felice perché i ragazzi sono entusiasti, ho avuto modo di scambiare un po’ di battute con loro e tutti concordano su questa opportunità. Sentir dire a un ragazzo che sentiva una sorta di astinenza da università, per chi fa università è la più grande delle soddisfazioni”.

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