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E si vede il giallo in fondo alla settimana, e il bianco in fondo al tunnel. La luce sembra essere sempre più vicina e per la Sicilia, finalmente,. ci sono buone notizie dopo mesi davvero neri anche per la nostra Nazione.

Un bollettino con dati come quelli di ieri non si vedeva da tempo. Dopo poco più di due mesi il numero dei contagi è risceso sotto il 500! 494 casi di Copvid nelle 24 ore. Scende anche anche la pressione sulle strutture ospedaliere. Ricordiamoci comunque che per abbandonare la zona arancione sarà comunque necessario avere un Rt ancora sotto la soglia di 1.

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La speranza di passare in zona gialla entro i prossimi 7 giorni è alimentata anche dalla comparazione dei dati tra la settimana appena conclusa ela precedente. Si regista infatti un calo del 16,7% di casi e risultano in diminuzione anche i posti letto occupati negli ospedali da pazienti Covid. Con un -17% nelle terapie intensive e un -15% in area medica.

E così anche in Sicilia il giallo sembra essere vicinissimo. Si attende il monitoraggio di di venerdì prossimo.

Verso il coprifuoco a mezzanotte e Italia tutta bianca

Potrebbe accadere entro due settimane un total yellow per la nostra Italia. Tutte le regioni potrebbero essere in zona gialla e il coprifuoco posticipato alle 23 o alle 24. Inoltre a metà giugno la zona bianca potrebbe essere una realtà per alcune regioni d’Italia. Questo sembrerebbe il programma del governo Draghi per l’uscita dall’emergenza covid. Da oggi, lunedì 10 maggio, 53 milioni di italiani sono in zona gialla e solo Valle d’Aosta, Sicilia e Sardegna sono in arancione.

Lo ha detto il sottosegretario alla Salute del Movimento 5 Stelle Pierpaolo Sileri, intervistato ieri a Donenica In.

Sileri precisa anche che si aspetta un aumento dei contagi nella Penisola ma il governo è pronto a prendersi i rischi “calcolati” di cui parlava Mario Draghi qualche tempo fa. “Con le riaperture aumenteranno, nelle prossime settimane, i nuovi positivi, ma solo per le fasce di età più giovani, come avvenuto nel Regno Unito e in Israele. Ma se il vaccino corre tra i giovani ci sono minori conseguenze”. Il piano parte da un presupposto ben preciso e da una strategia che si va delineando in modo sempre più chiaro.

Le vittime contate ieri pomeriggio in Italia sono state 139 (contro le 224 di sabato). Si tratta del dato più basso dal 25 ottobre, la data che viene convenzionalmente considerata come l’inizio della seconda ondata dell’epidemia, quando erano state 128. Quello dei morti, come abbiamo avuto modo di vedere durante questa pandemia, è il numero che si riduce per ultimo, dopo il calo ormai consolidato dei nuovi contagiati e dei ricoverati in terapia intensiva. E la scommessa del governo si poggia proprio sulla diminuzione dei morti.

La vaccinazione di massa sembra dare i primi risultati

L’idea è che il piano di vaccinazione di massa abbia cominciato a raggiungere l’obiettivo di immunizzare la fascia più a rischio della popolazione, ovvero i pazienti cosiddetti “fragili” e i più anziani. Una volta messa in sicurezza questa parte della popolazione, anche se i contagi aumentano (e lo fanno nelle fasce d’età più giovani) i morti diminuiranno. Così come i casi gravi. Di conseguenza la pressione sugli ospedali e sulle terapie intensive. Mentre la vaccinazione proseguirà con le fasce più giovani. Questo è il ragionamento che stanno facendo al governo.

Questa strategia quindi dovrebbe portare a un crollo delle morti e dei ricoveri pur in presenza di una crescita dei contagi. Uno scenario confermato proprio da Sileri ieri nell’intervista rilasciata a Domenica In: “Per la fine di giugno, con i numeri delle vaccinazioni che stiamo vedendo, dovremmo arrivare a quello che sta succedendo in Gran Bretagna”. 

Quando tutta l’Italia sarà in zona bianca

“Per avere tutta l’Italia in bianco dovremo aspettare che vaccinazione sia più avanti. Succederà quando avremo almeno 30 milioni italiani ricevuto prima dose. lo mi aspetto che spossa succedere a metà giugno”, spiega sempre Sileri. C’è anche un’altra necessità impellente: “Questa estate dovremo fare di tutto per convincere anche i più giovani a vaccinarsi. Se la circolazione continua, si rischia la nascita di nuove varianti, anche in Italia. Vanno vaccinati anche i più giovani”. 

Le regole della zona bianca

Ma cosa succederà quando saremo in zona bianca? Si potranno riaprire i luoghi della cultura, come musei, teatri, sale da concerto e cinema. In questa zona bar e i ristoranti potranno lavorare senza limiti di orario e anche piscine e palestre funzionare a pieno ritmo. Sempre però mantenendo le regole base di contenimento, come mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento.

Nella zona bianca, secondo le regole del governo:  

  • non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti);
  • non dovrebbero esserci limitazioni all’apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale; 
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport;
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura. 

Le attività di wedding

Dal primo giugno le regioni potranno riaprire le attività di wedding con le linee guida messe a punto, che prevedono banchetti all’aperto, ospiti rigorosamente distanziati e tutti con la mascherina. Anche se la data più probabile è quella del 15 giugno. Il via libera alle piscine al chiuso potrebbe invece avvenire prima. Ovviamente, tutto è condizionato da un’attenta analisi dei dati epidemiologici dal 26 aprile. Per quanto riguarda i ristoranti al chiuso, caffè al bancone ed il prolungamento del coprifuoco (alle 23 o alle 24 a seconda di quale linea prevarrà nel Governo) le novità potrebbero scattare già da lunedì 17 maggio.“

La cabina di regia politica che deciderà si riunirà a metà settimana deciderà il da farsi. Le misure andranno poi in Consiglio dei ministri. “Il governo – spiega il ministro Gelmini – ha scelto di procedere verso riaperture graduali, progressive e in sicurezza, ma non possiamo abbandonare tutte le precauzioni, le mascherine serviranno ancora. La campagna vaccinale però va avanti e possiamo guardare al futuro con ottimismo e fiducia, mentre sono buone notizie anche la riduzione dei contagi, dei posti letto e delle terapie intensive”.

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A proposito dell'autore

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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