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Da domani l’Italia si confronterà con una nuova fase. La fase dell’addio alle regioni rosse, delle nuove riaperture, della ripartenza. Eccezion fatta per tre regioni che passeranno e resteranno in arancione, tutte le altre, comprese le province autonome di Trento e Bolzano, saranno gialle. In zona gialla si trovano, quindi, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, le province autonome di Bolzano e di Trento (Trentino Alto Adige), a cui si aggiungono Puglia, Basilicata e Calabria.

In fascia arancione, invece, restano le due isole, Sicilia e Sardegna (con proteste in diverse zone delle due regioni), e si aggiunge la Valle d’Aosta, ultima regione a lasciare la zona rossa. Nei territori in zona gialla si devono rispettare le norme del decreto Covid approvato a fine aprile dal governo Draghi. Le regole riguardano soprattutto gli spostamenti e la riapertura di bar, ristoranti, cinema, teatri, mostre, attività sportive.


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Va sempre rispettato il coprifuoco, dalle 22 alle 5, che non cambia rispetto al passato, e sul quale sono in corso da settimane accese polemiche. Una revisione dell’orario potrebbe avvenire dalla prossima settimana. In zona gialla è possibile spostarsi all’interno del comune, tra comuni diversi e tra regioni dello stesso colore. Si può fare visita ad amici e parenti in non più di quattro persone, più i minorenni e le persone con disabilità o non autosufficienti. Dal 26 aprile riaprono i ristoranti a pranzo a cena, ma solo le attività che hanno la possibilità di servire la clientela all’aperto.

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