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“Ho proposto di vietare le feste private”. Sono le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vista del varo del prossimo Dpcm.

“Se fuori dalle scuole c’è una festa in una casa, rischiamo di vanificare lo sforzo fatto per mettere in sicurezza i nostri ragazzi. Ho proposto di vietare le feste. Abbiamo bisogno di alzare il livello di attenzione”, dice Speranza a Che tempo che fa.

“Quando c’è una norma, gli italiani hanno dimostrato di rispettarla e di non avere bisogno di un carabiniere e di un poliziotto che controllino. Sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone seguiranno l’indicazione contenuta in un Dpcm”.

“Le feste non saranno vietate solo per i ragazzini, ma per tutti”, aggiunge. “Abbiamo bisogno di dare un messaggio molto chiaro: siamo in una fase diversa, abbiamo bisogno di un segnale di rigore da parte di tutti”.


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“Il numero dei contagi da noi è cresciuto e ora siamo ad un cambio di fase”. Sono le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa.

“Il quadro epidemiologico è molto peggiorato in Europa nelle ultime settimane. Il numero dei contagi in Italia è cresciuto ma i numeri da noi sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli di altri paesi. L’Italia non può essere considerata fuori da questo contesto, sarebbe folle. Il numero dei contagi da noi è cresciuto e ora siamo ad un cambio di fase”, dice.

“Ora siamo costretti a restringere le maglie, il prossimo Dpcm che stiamo discutendo con il Cts e che discuteremo con le regioni avrà questo significato: sarà un cambio di marcia per provare a intervenire con misure che non sono paragonabili a quelle vissute in passato. Sono interventi puntuali su alcuni aree a rischio che possono consentirci di provare a mettere la curva sotto controllo. Dobbiamo farlo subito per evitare di trovarci a dover adottare misure più dure”, aggiunge.

“Abbiamo un vantaggio sugli altri paesi europei ma non è scontato. Se riusciamo ad alzare il livello d’attenzione -misure del governo, misure delle regioni e soprattutto comportamenti delle persone- possiamo essere in condizione di evitare situazioni più complicate da qui a qualche settimana”, prosegue.


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“Le norme saranno in vigore su tutto il territorio nazionale, le regioni hanno l’autonomia di varare misure più restrittive. Se invece vogliono fare misure meno restrittive, le regioni devono avere un’intesa con il ministro della Salute che valuterà”, ricorda Speranza.

Il varo di lockdown specifici “è tra le ipotesi in campo se ci dovessero essere situazioni di particolare difficoltà. In questo momento in nessuna delle regioni ci sono condizioni per interventi mirati”, dice. “Nessuno ha la palla di vetro: la diffusione del contagio tra un mese dipende da noi, dalle misure e dal comportamento delle persone. Ad oggi non ci sono condizioni per nessun lockdown territoriale”. (adkronos)

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