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Nel mondo del lavoro le donne hanno pagato il prezzo più alto. Sono dei numeri che fanno paura, quelli dati dall’Istat di fine dicembre. Secondo l’ultimo report Istat sul lavoro, infatti, nell’ultimo mese del 2020 ci sono stati 101mila occupati in meno. Di questi, 99mila sono donne. Quasi il 98%.

Un gap enorme, che desta preoccupazione, tanto che c’è chi parla di emergenza per l’occupazione femminile.

Nel 2020 il tasso di occupazione femminile è quello che ha conosciuto le flessioni maggiori. Rispetto a dicembre dell’anno scorso, infatti, ci sono 444mila lavoratori in meno. 312mila sono donne.

A spiegare i nuemri scioccanti l’ISTAT all’Huffington Post: “I report mensili non scendono nel dettagli per avere un quadro completo dovremo attendere marzo, quando arriveranno i dati dell’ultimo trimestre del 2020. Per adesso possiamo dire che questa crisi ha colpito principalmente gli autonomi e i lavoratori a tempo determinato. E ha inciso negativamente sull’occupazione femminile. Basti pensare che le donne occupate a dicembre 2020 erano il 3,2% in meno rispetto a dicembre 2019. Mentre gli uomini occupati in riferimento allo stesso periodo erano l′1% in meno”. 

I numeri delle donne sul lavoro

Si intravede una grande sproporzione tra i uomini e le donne che hanno perso il lavoro. Tra l’occupazione delle donne e quella degli uomini può essere restituita dal confronto con i dati di dicembre e i report dei due mesi precedenti. A novembre 2020, per esempio, c’era stato un aumento dell’occupazione rispetto a ottobre.

Quella maschile era aumentata del doppio rispetto a quella femminile: 42mila lavoratori in più contro il +21mila delle lavoratrici. Il contesto è diverso da quello di dicembre che conosce solo il segno meno. Ma anche a novembre era evidente il maggiore svantaggio delle donne nel trovare o conservare un’occupazione. Anche se, come è possibile vedere con i dati Istat, le proporzioni sono del tutto differenti rispetto a quelle dell’ultimo mese del 2020.


Ersu. Una guerra “tra poveri” studenti.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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