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Quando terminerà lo stato di emergenza in Italia: “Non abbiamo ancora deciso, ci sarà una valutazione, 45 giorni durante una pandemia sono un tempo notevole per poter fare previsioni. Ma sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza, dare un segnale positivo al Paese. Se così fosse, però, dovremo individuare la strada normativa per prolungare l’attività del Comitato tecnico-scientifico e della struttura del commissario Figliuolo”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un’intervista a ‘La Stampa’.

Tutto questo “per la fine dell’anno sarà alle spalle, gradualmente riavremo una vita più simile a quella di prima, anche se qualche differenza ci sarà sempre, come, appunto, il richiamo del vaccino. E poi – aggiunge – alcune buone abitudini vanno confermate, come le norme igieniche di prevenzione”. Secondo Speranza, ancora, “avere due terzi del Paese in zona bianca è il frutto delle misure rigorose adottate e della campagna vaccinale che procede con numeri molto buoni. Nell’ultima settimana abbiamo registrato 11mila nuovi casi, che prima contavamo in un giorno, e i ricoveri in terapia intensiva sono un sesto rispetto a poche settimane fa. Ma è necessario continuare sulla strada della prudenza e della gradualità, su questo punto c’è un’ampia condivisione anche tra i cittadini”.


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Il titolare della Salute risponde così alla domanda sulle accuse dal centrodestra di essere leader dei ‘chiusuristi’: “Ciascuno risponde alla propria coscienza, io ho giurato sulla Costituzione di garantire il diritto alla salute delle persone. Ma trovo inaccettabile la contrapposizione tra ripartenza economica e battaglia sanitaria: vincere quest’ultima è la premessa per la ripresa”.

“Se mi sono sentito sempre ‘coperto’ dal premier Draghi? Sempre, c’è totale sintonia tra noi, ma devo dire che, nell’ambito del governo, ho riscontrato molta condivisione: solo su un decreto la Lega ha deciso di non votare. L’ho detto anche a Salvini, la prima regola per me – rimarca Speranza – è non fare politica sulla pandemia, in cerca di consenso. Non ci si può mettere a litigare sul numero delle persone sedute ai tavolini, facciamoci guidare dalla scienza”.

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