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La pandemia ha avuto ripercussioni non solo economiche ma anche sociali, aumentando povertà e disuguaglianze. È questo quanto emerge dal rapporto annuale di Amnesty International sui dati della pandemia da Covid-19 sulla popolazione mondiale. I leader mondiali hanno sfruttato la crisi e minato il campo dei diritti umani.

Amnesty: “gli ultimi dimenticati

Il mondo ha fallito ancora. Nel 2020, l’anno del Covid-19, disuguaglianze, discriminazioni e oppressioni hanno corso più velocemente rispetto agli altri anni. Amnesty International, nel suo consueto rapporto, punta il dito contro i governi mondiali e le loro decisioni politiche, che hanno riversato il “devastante peso” della pandemia sugli ultimi: emarginati, rifugiati, donne.

Donne e rifugiati: le condizioni peggiori

A pagare il peso della pandemia da Coronavirus, sono stati soprattutto le donne e i rifugiati. Il recente rapporto sottolinea un grave aumento della violenza di genere e di quella domestica. Con il confinamento all’interno delle proprie abitazioni, a causa delle restrizioni, le donne hanno incontrato maggiori ostacoli che hanno loro impedito la protezione necessaria, restando costrette a subire. Così come, per la paura della diffusione del virus, i confini di molti Paesi sono rimasti chiusi per molti rifugiati. Il 28% dei Paesi analizzati hanno eseguito rimpatri forzati di migranti o rifugiati.


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La pandemia e i leader mondiali

La situazione globale è stata ulteriormente aggravata dai leader politici che hanno sfruttato la pandemia come un’opportunità per rafforzare il proprio potere. “Il COVID-19 ha brutalmente smascherato e approfondito la disuguaglianza sia all’interno che tra i Paesi, e ha evidenziato lo sbalorditivo disprezzo dei nostri leader per la nostra umanità” queste le parole di Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International. “Misure di austerità sbagliate e scelte dei leader di non investire in infrastrutture pubbliche fatiscenti, hanno lasciato troppe persone in balia di questo virus“, ha concluso la Segretaria.

La sfida sui vaccini

La sfida più grande, adesso, è quella riguardo l’equità dei vaccini. Gli Stati devono garantire che i vaccini siano rapidamente disponibili e gratuiti per tutti, in ogni parte del mondo. Le aziende farmaceutiche, dal canto loro, devono condividere le proprie conoscenze e tecnologie in modo che nessuno venga lasciato indietro.

Le conquiste di Amnesty per il 2020

Nell’ultimo anno, fortunatamente, Amnesty ha anche raggiunto importanti obiettivi, contribuendo alla sua azione di sensibilizzazione. In tutto, l’organizzazione ha contato ben 190 interventi. Tra questi, l’abolizione della pena di morte in Colorado e il rilascio di Nabeel Rajab, uno dei più importanti difensori dei diritti umani. In Danimarca, invece, soltanto a metà dicembre scorso il sesso senza consenso è stato considerato stupro per legge. La dimostrazione di come la strada per il rispetto dei diritti umani sia ancora lunga. 

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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