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Continua a salire la curva dei contagi in Sicilia, dove nelle ultime 24 ore si registrano 574 nuovi casi Covid, un numero che fa salire il numero degli attuali positivi a 7.497. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute. Rispetto a ieri crescono anche le vittime, 10 (378 dall’inizio dell’emergenza) e i guariti 86 (5.353). Dei 7.497 positivi542 sono ricoverati con sintomi, 77 si trovano in terapia intensiva e 6.878 in isolamento domiciliare. I tamponi processati sono pari a 8.131.

Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 137 nel Palermitano, 202 nel Catanese, 28 nel Messinese, 62 nel Trapanese. In provincia di Siracusa sono 35, in provincia di Ragusa 44, nell’Ennese 28. Ventidue nuovi casi si registrano nell’Agrigentino e 16 nel Nisseno.

Ecco i numeri in dettaglio: ricoverati con sintomi 542 (+21), terapia intensiva 77 (+5), totale ospedalizzati 619 (+26), isolamento domiciliare 6.878 (+452). Totale attuali positivi 7.497 (+478). Nuovi positivi 574. Dimessi/guariti 5.353 (+86). Deceduti 378 (+10). Totale casi 13.228 (+574). Tamponi 606.852 (+8.131).

Cgil, focolaio al Civico: lettera al prefetto

“Siamo convinti che un luogo che per antonomasia dovrebbe essere sicuro non può e non deve trasformarsi in un possibile focolaio di contagio”. Lo scrive la Fp Cgil Palermo, in una nota indirizzata al direttore dell’Arnas Civico, al Prefetto di Palermo, all’Ispettorato Funzione pubblica,   preoccupata per la nuova fase dell’emergenza, con numeri sensibilmente superiori alla prima ondata, e per la sicurezza di lavoratori e pazienti del principale nosocomio cittadino dopo il focolaio di covid scoppiato nel reparto di Medicina. Secondo  la Fp Cgil Palermo, il focolaio è “senza ombra di dubbio una grave conseguenza anche di scelte mai condivise e scarsa applicazione di misure per la prevenzione del contagio da Sars-Cov -2 in codesta azienda”.

Al Civico, denuncia la Fp Cgil,  non è stato ancora costituito quel  “comitato di controllo” obbligatorio, previsto dai protocolli sottoscritti da ministero e organizzazione sindacale. Risultato:  i lavoratori non vengono sottoposti a test, ci sono ancora dei reparti misti e, in alcune aree, non ci sono sono percorsi separati o ci sono pochi filtri all’ingresso per i parenti che alle visite salgono a  trovare i pazienti nei reparti non Covid.
“La costituzione dell’apposito comitato avrebbe potuto dare, da parte dei lavoratori direttamente interessati e delle loro rappresentanze, indicazione sui reali rischi e proposte di soluzione – scrivono per la  Fp Cgil Palermo il segretario generale Giovanni Cammuca, il segretario aziendale del comparto Fortunato Corrao, il segretario provinciale Fp Cgil medici Domenico Mirabile e il segretario aziendale medici Franco La Barbera, che ne chiedono la immediata costituzione e convocazione, per adottare le misure di contenimento del focolaio in atto e per prevenirne altri.

Secondo quanto ha verificato la  Fp Cgil, invece, fino al 14 ottobre il personale della seconda  Medicina non Covid non è stato mai sottoposto a tampone molecolare e, pertanto, non é stata applicata la sorveglianza sanitaria prevista dal protocollo. “I test di laboratorio, complessivamente, anche in altri reparti, sono stati effettuati in maniera episodica e a distanza di diversi mesi – scrive la Fp Cgil – Se c’è una cosa che la prima ondata ha insegnato è che occorre assolutamente evitare reparti misti, Covid-non Covid, con separazione netta dei percorsi”.

La “promiscuità” che ancora esiste tra diversi  reparti preoccupa assai il sindacato. “Nel caso specifico,  la seconda divisione di Medicina, non Covid, è situata al secondo  piano del Padiglione 4, dichiarato  padiglione Covid sin dalla prima ondata di marzo-maggio – annota la Fp Cgil Palermo –  E si trova in mezzo, come un sandwich, al reparto II° Medicina Covid e a Pneumologia (anch’esso Covid), situati al terzo piano e alla I° Rianimazione,  che accoglie anch’essa pazienti Covid positivi, e che si trova al primo  piano”. La Fp Cgil chiede  la costituzione del comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione per mettere in sicurezza l’ospedale.

Positivo neosindaco di Misilmeri

Il neo sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo è risultato positivo al Covid19. Oggi ha eseguito un tampone all’ospedale Cervello e questa sera è arrivato il risultato. Per domani il Comune resterà chiuso.
Adesso l’Asp eseguirà i tamponi a tutti i consiglieri comunali, gli assessori della giunta e dipendenti comunali con cui il sindaco è venuto a contatto. “Ho appreso da pochi minuti di essere positivo al Covid 19 – ha detto il sindaco –  Per senso di responsabilità non potevo che comunicarvelo immediatamente. Sto bene, ho soltanto una semplice faringite, continuerò a lavorare da casa e a monitorare tutta la situazione Comune , sia dal punto di vista amministrativo, che per tutte le problematiche Covid. Ho già informato il distretto sanitario di Misilmeri”.

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