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A gennaio 2021 partiranno i lavori per realizzare il tunnel più lungo del mondo. Secondo le stime, nel 2029 si potrà passare dalla costa nord della Germania all’isola di Copenaghen percorrendo un tunnel lungo 18 km e profondo 40 metri sul fondale del mar Baltico. 18 chilometri di tunnel sottomarino. Una distanza sei volte maggiore a quella che divide la Calabria dalla Sicilia. Sei volte.


Mi verrebbe da dire che mentre l’Europa accorcia le distanze fra gli stati, l’Italia è sempre più lontana, da ogni logica di crescita e di sviluppo. La Sicilia poi non ne parliamo. In futuro quindi da Milano, grazie ai corridoi ferroviari europei, si potrà arrivare in treno o in auto fino a Copenaghen in modo ancora più rapido da Amburgo. Insomma sarà più semplice arrivare da Milano a Copenaghen, che a Palermo.

E così, mentre in Danimarca si sta costruendo il tunnel sommerso più lungo del mondo, parliamo di 18 Km sul fondale del Baltico (non proprio una passeggiata), da noi il ponte sullo stretto è una chimera e i trasporti ordinari più che ad un paese Europeo ci fanno assomigliare ad un paese del terzo mondo.

Sapete quali saranno i tempi di percorrenza del nuovo collegamento fra la costa nord della Germania e l’isola da cui si raggiunge Copenaghen? 7 minuti in treno e 10 minuti in auto.
In Sicilia abbiamo ancora un unico binario in alcune tratte e in 7 minuti di treno non ti sposti nemmeno da una fermata all’altra, all’interno della città di Palermo.

Ora, io non pretendo il tunnel sottomarino, ma mi fa davvero arrabbiare pensare di essere il fanalino di coda, del fanalino di coda dell’Europa. Parliamo di una regione crocevia di popoli e civiltà diverse, di una terra così ricca di arte, cultura, storia e bellezze naturali da far impallidire qualsiasi altro posto al mondo.

Eppure siamo indietro anni luce rispetto ad ogni cosa. Alcuni di noi si ostinano a voler rimanere, a cercare di fare la propria parte per innescare quell’inversione di tendenza che potrebbe essere la svolta che attendiamo dai tempi dell’Unità D’Italia. Ma nulla. Tutto rimane sempre fermo. Cambiare tutto per non cambiare niente. Sembra questa la maledizione di Tomasi di Lampedusa. Ancora oggi così attuale.

E’ vero che in questo momento tutta l’Europa è in difficoltà, il covid in questo è stato democratico. Ma io mi chiedo: dopo l’emergenza, quando dovremo ripartire, quando dovremo far leva sui nostri punti di forza e raccogliere tutte le energie per risanare le ferite economiche e sociali che stiamo subendo in questo anno, quali saranno realmente i nostri punti di forza? Di certo non possiamo puntare sulle infrastrutture.

Eppure abbiamo grandi intelligenze, brillanti menti ingegneristiche e eccellenze in diversi campi. Ah, dimenticavo, quelli sono per la maggior parte andati via dall’Italia. E per noi che siamo rimasti qui il futuro com’è? Io dico che non ci sto a continuare così. Io dico che invece di odiarci a vicenda dovremmo tirar fuori la grinta e pensare a come superare questo momento.

Ma soprattutto a come ripartire una volta passata la burrasca.
Perché in Italia è tutto più complicato? Perché un imprenditore da noi vede lo stato come uno strozzino, un ostacolo alla sua crescita, mentre altrove gli stati esaltano, supportano e incoraggiano le iniziative imprenditoriali?
Non parliamo solo della pandemia. Quella presto o tardi passerà. Ma questo paese si rialzerà? Io sono ottimista, voglio esserlo. Devo esserlo. Ma una cosa è certa: non possiamo più permetterci errori e dovremo darci una mossa. Se così non sarà continueremo a brillare e a far sognare solo nei documentari di Alberto Angela.

Imprese: A chi spetta il “Bonus Sicilia”, come e quando richiederlo

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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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