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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al cosiddetto “decreto ristori”, il provvedimento a sostegno delle attività colpite dal dpcm.

Indennizzi fino a quattro volte tanto quanto incassato già in primavera a causa del calo del fatturato, con percentuali variabili a seconda del tipo di attività. E’ quanto prevede il decreto ristori approvato oggi pomeriggio in Consiglio dei Ministri. Il provvedimento contiene anche sostegni per i lavoratori stagionali e ristori specifici per le imprese del turismo e della somministrazione. Le misure prevedono poi l’estensione di sei settimane della cassa integrazione Covid, lo stop dell’Imu sempre per le attività colpite e un nuovo credito d’imposta per gli affitti.

Ristori fino al 400% di quanto già ottenuto

Il cuore del provvedimento riguarda come detto i ristori per le attività colpite dal nuovo dpcm. Indennizzi che saranno parametrati a quanto incassato già in primavera dopo il primo lockdown ma che, chiarisce il testo, non potranno in ogni caso superare i 150 mila euro.

In particolare, stando alle prime bozze, il contributo potrebbe raggiungere il 400%, cioè quattro volte tanto, di quanto ricevuto nei mesi passati per alcune categorie come discoteche, sale da ballo e night club. Per altre categorie di imprese, come piscine, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere il nuovo beneficio dovrebbe valere il 200% del contributo a fondo perduto avuto ad aprile. Stessa percentuale anche per stadi, cinema, parchi divertimento e sale bingo.

Ancora da limare i contributi per bar e ristoranti che dovrebbero comunque oscillare tra il 150% e il 200% di quanto già incassato. Ristori al 150% sarebbero invece previsti per per alberghi, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna. Per tassisti e Ncc l’indennizzo sarebbe invece del 100%, cioè la stessa somma già ricevuta in primavera.

Sempre a sostegno delle attività colpite il decreto prevede anche la cancellazione della seconda rata Imu.

Decreto ristori: Altre sei setttimane di cassa integrazione fino al 31 gennaio

Come atteso, si estende di altre sei settimane il periodo in cui è possibile chiedere la  Cassa integrazione covid. Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 e riguardano tutte le attività che hanno richiesto le 9 settimane aggiuntive previste nell’ultimo decreto agosto, ed è gratuita – cioè interamente a spese dello Stato – per le attività interessate direttamente dall’ultimo dpcm. Sempre per quanto riguarda il capitolo lavoro, viene invece esteso fino al 31 gennaio il divieto per i licenziamenti attualmente in vigore.


Le altre misure

Molte le misure sparse nel decreto. Il provvedimento introduce uno stop ai pignoramenti immobiliari fino a fine anno e stanzia poi 30 milioni di euro per consentire a medici di base e pediatri di eseguire “tamponi antigenici rapidi”. Sul fronte dei diritti dei consumatori si prevede poi che chi ha acquistato biglietti per spettacoli dal vivo avrà diritto a un voucher come rimborso dall’entrata in vigore del dl ristori fino al 31 gennaio 2021. In arrivo poi nuove risorse per il mondo della cultura, con 100 milioni per incementare il fondo per la cultura a sostegno delle librerie e dell’intera filiera dell’editoria.

Catalfo: “Mille euro di indennità per molte categorie di lavoratori”.

Nel decreto, ha poi aggiunto la ministra Nunzia Catalfo su Facebook, è prevista un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) nonchè gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. Lo spiega la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, sottolineando che si tratta di “quelle categorie a cui la pandemia finora ha imposto i sacrifici più grandi e che senza il nostro intervento sarebbero rimasti privi di ogni sostegno”.

Misure che sono state presentate oggi dal governo ai rappresentanti del mondo produttivo. Tra i presenti, in videoconferenza, anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, risultato negativo al tampone Covid dopo che il ministro si era sottoposto al test in seguito alla positività del ragioniere generale dello stato Biagio Mazzotta. Gualtieri ha assicurato che gli aiuti previsti dal decreto che il governo si appresta ad approvare saranno “a fondo perduto” e arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre”. “Capisco la sofferenza di tutte le categorie. Ho firmato il Dpcm solo quando sono stato sicuro che ci sarebbero state le risorse per il vostro mondo e per le altre categorie coinvolte”, ha detto invece il presidente del consiglio Giuseppe Conte secondo quanto riferiscono i partecipanti all’incontro.

L’elenco dei ristori:

300 milioni per le fiere

180 milioni per le indennità da erogare ai lavoratori dello sport, alle società sportive dilettantistiche e al credito sportivo;

150 milioni per credito d’imposta sugli affitti commerciali dei mesi ottobre, novembre e dicembre (tax credit che resta cedibile e che si allarga anche a chi ha volumi d’affari e di corrispettivi superiori a 5 milioni di euro);

115 milioni per l’esenzione dalla seconda rata dell’Imu in scadenza il 16 dicembre;

226 milioni per una nuova mensilità del Reddito di emergenza;

60 milioni per le forze dell’ordine impegnate nei controlli sul rispetto delle regole su aperture e chiusure delle attività.

680 milioni destinati a finanziare una riedizione dell’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali e dello spettacolo,

400 milioni per le guide e agenzie turistiche,

100 milioni per il cinema

100 milioni per le imprese culturali.

Il calcolo è stato effettuato sulla base dei volumi d’affari mensile delle imprese e attività interessate dal provvedimento. Il riferimento resta quanto già è stato erogato con il decreto rilancio tra luglio e agosto. Il contributo massimo sarà di 150.000€. (Minimo 1000€) Previsto anche un rimborso con voucher anche per gli spettacoli dal vivo previsti dal 24 ottobre e fino a gennaio 2021 e saltati per le nuove restrizioni anti-Covid. La misura vale anche per «i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre non fruiti» finora e «non fruibili fino al 31 gennaio 2021» 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche. Viene inoltre istituito il “Fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche” nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020: sarà destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche” penalizzate dall’ultimo Dpcm del governo

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