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Il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca e il PM Stefano Luciani hanno chiesto la condanna dei tre poliziotti imputati di calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa Nostra.

I tre ex agenti, appartenenti al pool investigativo “Falcone-Borsellino”, sono accusati di aver costruito a tavolino falsi pentiti per depistare le indagini sulla Strage di via D’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.

Il depistaggio

“Un depistaggio gigantesco ed inaudito”, così è stato definito, durante la requisitoria, dalla procura di Caltanissetta. La tesi è che sia stato messo in atto un depistaggio sistematico, tramite il finto pentito Vincenzo Scarantino, che con le sue false dichiarazioni ha fatto condannare all’ergastolo degli innocenti, per distogliere le indagini sulla strage del 19 luglio 1992.


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L’accusa

Secondo il pubblico ministero, i tre imputati: “Hanno avuto molteplici condotte e tutte estremamente gravi, che rendono tangibile il grado di compenetrazione nelle vicende: non una condotta illecita di passaggio, ma che dal primo momento fino all’ultimo si ripete e si reitera“.

Il coinvolgimento dei servizi segreti

E poi, ancora, si ipotizza un collegamento tra il pool che indagava sulle stragi, con i servizi segreti. “E’ impensabile che i Servizi di informazione, facendo il loro mestiere, cioè acquisire informazioni sul territorio, non avessero compreso che Scarantino era di modestissimo spessore criminale”, dichiara il PM Luciani.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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