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Da Milano a Palermo, passando per BresciaRoma e Napoli decine di altre città, gli studenti si sono mobilitati questa mattina di fronte alle scuole superiori e gli uffici scolastici regionali con striscioni e megafoni.

“La Dad non può essere il modello”

Scuole aperte, rientro immediato in sicurezza, maggiore investimento sui trasporti, screening periodico del personale scolastico e degli studenti e inserimento dei docenti più fragili nella prima fase del piano vaccinale. Sono le richieste del Comitato Priorità alla scuola che ha promosso un sit-in davanti al Miur, il ministero dell’Istruzione, a Roma. 

“La didattica a distanza non può essere il modello“, dice Leone, al quinto anno di liceo scientifico, che oggi era tra i quaranta studenti del comitato che torna a chiedere l’apertura in presenza e in sicurezza di tutte le scuole.

Una delegazione di studenti è stata ricevuta dai funzionari del ministero che però “non hanno fatto altro che ripetere le stesse rassicurazioni che sentiamo da un anno” racconta ancora Leone che aggiunge “della scuola ci manca la socialità, ma anche l’attenzione dello stare in classe.

Non è un discorso romantico, ma concreto. In questo paese sulla scuola si decide di giorno in giorno. Oggi dovevamo essere in classe e invece è stato rimandato tutto all’11. Ma senza garanzia di un rientro in sicurezza”.

La manifestazione si è conclusa e i ragazzi si sono spostati a piazza Montecitorio

Dove è in corso un sit in dei genitori. In tutta Italia molti gli studenti che hanno organizzato sit in per chiedere di “riaprire le scuole in sicurezza” e aderito alla mobilitazione indetta dal comitato Priorità alla scuola.

Tra le richieste, per quanto riguarda le scuole superiori, chiuse da quasi un anno, si auspica che la riapertura in presenza favorisca l’accoglienza e il recupero scolastico degli studenti fortemente penalizzati dal punto di vista didattico e psicologico a causa della Didattica a Distanza.

Per questo motivo, inoltre, si auspica che l’attività in presenza non sia finalizzata solo alle necessità di valutare l’andamento scolastico degli studenti. Bensì che il tempo sia utilizzato anche per aiutare a ricostruire le relazioni umane tra gli studenti e con i docenti.

Si chiede anche l’annullamento delle prove INVALSI per l’anno scolastico in corso”.  A Brescia gli studenti del liceo Calini si sono portati i banchi sul marciapiede e hanno affisso numerosi cartelli

Pensiero unico tra gli studenti “Oggi dovrei essere a scuola”

A Torino: “Siamo qui perché vogliamo tornare a scuola in sicurezza. L’istruzione dovrebbe essere un diritto. Casa non è scuola”.

Salgono sui banchi in piazza Castello gli studenti delle scuole superiori.

Nel giorno in cui anche le scuole medie sono rientrate in classe in tutta Italia ma non licei e istituti per cui continua la Didattica a distanza. 

Flash mob

Sulle orme del film Attimo fuggente, questa mattina organizzato da Last – Laboratorio Studentesco hanno aderito anche dal movimento Priorità alla Scuola. “È ora di tornare a scuola, la Dad non è scuola – spiegano i manifestanti – si registra il 14,5 per cento di dispersione scolastica”. Chiedono investimenti strutturali sui trasporti e sulla sanità, per procedere con puntuali monitoraggi.

I ragazzi chiedono anche scanner fuori dagli istituti e tamponi per tutti

“Ce lo aspettavamo di restare a casa, finora non sono stati fatti investimenti ma crediamo che non ci sia più tempo da aspettare. Serve una riforma della scuola”, aggiunge Bianca.

“Dannazione Azzolina Dimettiti’

A Milano: manifestazione a sorpresa davanti al provveditorato agli studi.

I ragazzi hanno simbolicamente bloccato gli accessi con il nastro che si usa per i lavori in corso e esibito uno striscione in cui la siglia Dad di didattica a distanza diventa:

“Dannazione Azzolina Dimettiti’ e altri che dicevano ‘Il Miur nuoce gravemente alla sicurezza degli studenti’

Ritorno a scuola in ordine sparso per gli studenti

Dal 7 gennaio si torna in aula nelle scuole elementari e nelle medie, oltre a quelle dell’infanzia (con eccezioni in Calabria, Campania e Puglia); le scuole superiori di secondo grado rivedranno in aula i ragazzi da lunedì 11 gennaio, con presenze al 50%.

Ma non sarà così per tutto il Paese. L’Alto Adige, ha deciso di tentare un ritorno verso la normalità e, da giovedì 7 gennaio, apre anche gli istituti superiori con presenze fino al 75%.

In Piemonte, invece, i ragazzi delle superiori tornano in aula da lunedì 18 gennaio. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche, già nella giornata di lunedì scorso avevano deciso, con ordinanze, di rinviare a fine gennaio le lezioni in presenza. E di proseguire fino a quella data, al 100%, con la didattica e distanza.

Rivendichiamo un rientro a scuola con misure di sicurezza che in questo momento sono inesistenti – dichiara Fabrizio Russo

“Scenderemo in piazza il 29 gennaio – continua Russo – nella stessa data dello sciopero generale dei lavoratori indetto dai sindacati conflittuali per conquistare ampie misure per la sicurezza delle scuole.

Esprimiamo tutta la nostra contrarietà alle politiche del Governo.

Che gestisce la crisi pandemica per gli interessi delle aziende a scapito di quelli dei lavoratori e, di conseguenza, anche dei figli dei lavoratori, gli studenti.

Nelle prossime settimane le proteste studentesche continueranno”.

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Fabio C.

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