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Palermo. La crisi economica esplosa dopo la pandemia sta colpendo chiunque. E sono soprattutto le fasce deboli e fragili della popolazione a pagare il prezzo più alto di uno sconvolgimento sociale senza precedenti, maggiormente evidente nelle grandi città. Vi abbiamo raccontato le storie di molti commercianti in difficoltà, di famiglie colpite in prima persona dal virus, di medici e infermieri che lavorano notte e giorno per evitare il collasso degli ospedali. Abbiamo dato voce alle tante iniziative di solidarietà e di generosità che hanno mostrato l’anima bella e forte della gente che non si arrende.


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Sono certamente tempi difficili per tutti, ma oggi un pensiero va agli anziani. Costretti a vivere, anzi a sopravvivere, con magre pensioni in un momento di così grande disagio.

Oggi ci colpisce la storia di un uomo. Un anziano di Palermo.

La storia di Gianni e l’anziano di Palermo

La racconta un signore di nome Gianni tramite i social. Scrive Gianni: “Voglio condividere con voi un evento vissuto oggi a Palermo centro e che penso mi abbia lasciato 2 sentimenti: rabbia e compassione.
Ero dentro la mia vettura, fermo in doppia fila, aspettavo dei colleghi uscire da un cliente e parlavo al telefono con il finestrino chiuso. Davanti alla mia macchina si avvicina un signore anziano (eta’ di circa 75 anni), munito di un bastone e che procedeva zoppicando in direzione della mia macchina sino a raggiungere il mio finestrino e facendomi il segnale di aprirlo. Mi sono detto in mente, questo povero anziano o ha bisogno di un indicazione o di una offerta economica.

Apro il finestrino e gli esclamo “prego posso aiutarla?”. E questo povero anziano mi guarda con voce tremante e mi dice: “Mi scusi non le chiedo soldi, anche se ho una pensione di 280 euro al mese e non riesco a vivere, ma ho fortissimi dolori alle gambe e non riesco neanche a dormire la notte, quello che le chiedo e se ha qualche bustina di Oki o antidolorifico da darmi o se gentilmente ne comprerebbe un pacco e ce lo dividiamo”.

Altruismo e solidarietà

Quelle parole spezzano il cuore di Gianni e anche il nostro. Non chiedeva soldi, non voleva aiuto economico. Ha chiesto solo delle medicine, dei farmaci per alleviare i suoi dolori. L’uomo scende dalla sua auto e va in Farmacia a comprare 2 pacchi di Okitask che consegna all’anziano. Gianni scrive: “Nei suoi occhi la gioia, mi ringrazia quasi piangendo e pian pianino con il suo bastone si allontana”.

Il signor Gianni torna a casa con una consapevolezza. C’è bisogno di un cambiamento radicale nella nostra società, di altruismo e solidarietà, di umanità e disponibilità per i poveri e i più deboli”.

Da qui la sua idea per le festività natalizie. Niente gadget e regali in azienda, ma aiuti concreti a chi ha più bisogno, nel limite di un budget preassegnato.

“Chi può nel proprio piccolo o grande faccia qualcosa per aiutare le fasce più deboli e gli anziani soprattutto in questo tempo covid. Oggi siamo sani e giovani, domani quel bastone e quella situazione potrebbe capitare a noi”.


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