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In questi giorni sta spopolando -e la cosa non mi stupisce- il video di un “gattino” che parla durante un’udienza virtuale in un tribunale del Texas.

Il gattino batuffoloso

Per quanto sarebbe esilarante un felino in corte d’appello, lo è forse ancora di più la realtà e cioè che Rod Ponton, procuratore della contea, collegandosi all’udienza civile ha per sbaglio attivato uno dei “filtri” di zoom, prendendo le sembianze di un gattino “batuffoloso”.

Dettaglio non trascurabile sono le facce degli altri presenti, altri due avvocati che sono riusciti a mantenere una ammirabile “poker face” e il giudice del 394° tribunale distrettuale, Roy Ferguson, la cui camera era oscurata. Cosa che gli avrà dato la libertà di ridere più liberamente del piccolo “incidente”.

“Sono pronto ad andare avanti” dice l’avvogatto, non riuscendo a togliere il filtro -nonostante l’aiuto dell’assistente-, “Sono qui dal vivo, non sono un gatto”.

Questo esilarante episodio è l’ultimo di una lunga serie, ormai anche abbastanza famosa, di incidenti in videoconferenza.

In questo momento così difficile, in cui i “classici” incontri di lavoro sono stati sostituiti da videochiamate, anche le classiche gaffe sono diventate vere e proprie perle per il web. Rod Ponton adesso ne sa qualcosa, ma non è di certo l’unico…

L’imbarazzante video chiamata del New Yorker

Come non citare un caso molto meno divertente, anzi parecchio imbarazzante. E’ quello del giornalista Jeffrey Toobin, che durante una video chat su Zoom ha dimenticato di disattivare audio e video e ha iniziato a masturbarsi davanti a tutti i suoi colleghi.

“Ho commesso un errore imbarazzante e stupido, credendo che la telecamera non fosse attiva. Chiedo scusa a mia moglie, alla mia famiglia, agli amici e ai colleghi” ha detto Toobin a Vice. Le scuse non hanno salvato Toobin dal venire sospeso dal New Yorker, dall’avere disabilitata la mail e dal dover scappare da twitter…

Quando una conferenza è stata tenuta da una patata

Un’altra video chiamata memorabile? Come non parlare di Lizet Ocampo, direttrice di People for the American Way. Una organizzazione politica progressista che incentiva la popolazione latino-americana ad andare a votare.

La Ocampo, quindi, non era nuova alle video chiamate. Anche in periodo di Covid aveva svolto il suo lavoro diligentemente, finché un giorno si è trasformata in una patata.

Purtroppo per lei, la videochiamata era di lavoro e la Ocampo non è riuscita a togliere il filtro-patata.

“Ero così confusa. Non capivo come mai mi fossi trasformata in una patata. Ma poi, di tante cose, perché una patata?” ha dichiarato la Ocampo. “Alla fine ho semplicemente rinunciato a tentare e sono rimasta con l’aspetto di una patata per il resto della chiamata”.

Ma la carrellata di gaffe virtuali non si ferma, ricordiamo tutti lo studente che alla laurea in videochiamata, dopo aver ricevuto la proclamazione e il voto – 103 su 110 – non è riuscito a contenere lo stupore e ha commentato con rabbia: “103 su 110? Bastardi!”. Il neodottore non solo ha dimenticato di togliere l’audio ma è riuscito ad attivare il video, così da far vedere ai docenti il gesto della mano che accompagnava l’insulto -un “vadano a quel paese” virtuale-. A lui va sicuramente tutto il nostro sostegno.

Insomma

C’è chi si alza rivelando boxer poco seri, chi va in bagno per un bisogno impellente davanti ad amici e colleghi, chi non si rende conto dei figli mentre fanno delle smorfie o buffi balletti alle loro spalle, chi esplora le proprie cavità nasali. C’è anche chi scherza, come un docente che, dopo aver attivato lo “sfondo” della video chiamata una città vista dall’alto e fingendo di precipitare.

Insomma, il suggerimento che ci sentiamo di dare a tutti -noi compresi- è quello di controllare sempre che il video e l’audio siano disattivati prima di fare qualche gaffe ma anche di non preoccuparci troppo. Questi momenti epici sono un sollievo che ci fa quasi -e sottolineo quasi- dimenticare come mai siamo costretti a tutte queste video conferenze invece delle classiche gaffe in presenza.


Bimbo con una pistola in bocca, la foto gira su Whatsapp e scatta l’allarme


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A proposito dell'autore

Beatrice Gozzo

Inguaribile nerd, dopo il triennio alla scuola di fumetto di Palermo, ho deciso di unire la mia passione per il disegno con quella della scrittura, così mi sono iscritta alla scuola Holden. Da qualche anno, sono tornata in Sicilia, la mia terra, dove mi occupo di corsi brevi di disegno e scrittura per bambini e di fumetto per ragazzi.

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